Pera: bisogna puntare sull’efficienza del sistema giustizia

«La nostra
giustizia è molto lenta: le forze politiche e il Parlamento devono
intervenire»: in un’intervista  tv a «Unomattina» il presidente del Senato,
Marcello Pera, ha avuto modo di ripercorrere ieri i "mali" italiani, da quelli
cronici che riguardano il funzionamento delle istituzioni a quelli connessi alla
più drammatica attualità, il terrorismo e il sequestro delle due volontarie
italiane in Irak. Da anni, ha detto Pera, stiamo privilegiando la giustizia con
la "G" maiuscola a scapito dell’efficienza. E’ necessario invece intervenire
sull’organizzazione giudiziaria, lavorare sull’ordinamento dei magistrati, sulle
norme che regolano il processo civile e quello penale. Riferendosi poi alla
riforma del federalismo, Pera ha osservato che il Senato è ora di fronte a una
svolta.

Evitando di
indulgere al pessimismo, il presidente di Palazzo Madama s’è detto certo che il
terrorismo sarà battuto, ma l’Occidente deve saper  fare fronte comune contro
questa terribile sfida. Pera ha percio’ registrato «con amarezza» che la guerra
ha diviso i Paesi europei. Mentre ha precisato che la presenza italiana a
Baghdad ha un senso perchè è tesa a difendere la popolazione. Di fronte al
dramma del sequestro di Simona Pari e Simona Torretta, Pera ha manifestato
apprensione e ha ricordato: «E’ il momento di esprimere il massimo di
solidarietà alle famiglie e il massimo di unità
nazionale».

Il presidente del
Senato ha "sconfinato" sui temi economici, rilevando che l’Europa sta perdendo
competitività, perchè «s’e attardata nella difesa di diritti considerati
sacrosanti e acquisiti». Mentre bisogna conciliare diritti e sviluppo. L’euro?
E’ stata una conquista importante, ha precisato, anche se ha contribuito a un
aumento dei prezzi. In alcuni casi la nuova moneta s’è prestata a speculazioni.
Bisogna intervenire, ha concluso, con maaggiore controllo e maggiore vigilanza

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