Giustizia, le toghe confermano lo sciopero. Bruti Liberati resta alla guida dell’Anm
Edmondo Bruti Liberati resta alla guida dell’Associazione
nazionale magistrati. Lo ha stabilito il ‘parlamentino’, dopo la due giorni di
congresso straordinario di Napoli, confermando anche lo sciopero contro la
riforma dell’ordinamento giudiziario.
Ed è proprio in previsione dell’iter parlamentare del ddl
che le toghe hanno deciso di confermare l’attuale vertice del ‘sindacato delle
toghè. Nel documento approvato a conclusione della riunione (si sono astenuti
soltanto i rappresentanti di ‘Articolo 3′), il comitato direttivo centrale ha
ribadito ”la piena fiducia nella giunta e nella sua azionè’.
Quanto allo sciopero, il terzo da quando il ddl è stato
presentato, l’astensione dalle udienze si farà se il testo arriverà in aula
al Senato ”senza significative modifichè’. Sarà proprio l’attuale giunta,
rinconfermata, a dover stabilire le date della protesta.
Nel documento approvato a conclusione della riunione, il
‘parlamentino’ dell’Anm ribadisce il ”netto radicale dissenso sul contenuto e
sul metodo di questa riformà’. Viene criticata anche l’assenza del ministro
della Giustizia, Roberto Castelli, ai lavori del congresso straordinario: ”Ha
ritenuto di sottrarsi al confronto individuando come obiettivo principale del
suo mandato l’approvazione della legge delega di riforma dell’ordinamento
giudiziario”. Un progetto che ”non è soltanto contro la magistraturà’, ma
”contro la giustizia, i cittadini, l’interesse del paesè’. Se entrasse in
vigore, avverte il ‘sindacato’ delle toghe, si creerebbe ”una organizzazione
giudiziaria contraria al’impianto costituzionale, ingestibile e irrazionale,
che aggraverebbe l’inefficienza dell’apparato giudiziario”.
Anche in questo caso, come già per la decisione sul
rinnovo del mandato all’attuale giunta, si sono astenuti dal voto i
rappresentanti della corrente di ‘Articolo 3’ contestando la scelta di
continuare a tener congelato lo sciopero, senza fissarne la data.


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