Omicidio Biagi, Gup: lo Stato non è ammesso al processo

”L’ordinanza del gup sarà impugnata nelle sedi opportune
e la costituzione di parte civile sarà ripetuta nelle successive fasi
processuali, affinchè sia data piena tutela all’interesse che lo Stato ha a
reprimere, con sanzioni penali e civili, un atto di terrorisimo barbaro come
quello che si sta giudicando a Bolognà’. E’ una nota della presidenza del
Consiglio dei ministri ad annunciare l’impugnazione dell’ordinanza con la qual
il gup di Bologna avrebbe dichiarato inammissibile la costituzione di parte
civile dello Stato contro gli assassini di Marco Biagi. Una ordinanza sulla
quale, prosegue il comunicato, la presidenza del Consiglio ”esprime forti
perplessità”.

Il ‘no’ del giudice per l’udienza preliminare è stato
determinato dalla mancanza di documentazione e dei documenti autorizzativi
necessari. Il giudice Rita Zaccariello, ha escluso anche l’interesse del
comune di Bologna a costituirsi parte civile al processo. Ammessa invece la
richiesta dell’Università di Modena e della famiglia Biagi. Zaccariello ha
poi respinto l’eccezione di nullità del decreto di citazione a giudizio
avanzata dall’avvocato Sandro Guerra, e la richiesta, sempre dell’avvocato
Guerra, che per incompatibilità territoriale il processo passasse al
Tribunale di Roma. Il gup ha ha poi stabilito che l’interrogatorio per
l’incidente probatorio di Cinzia Banelli si terrà l’8 e il 9 ottobre. Si
concluderà il tutto il 16, il 21 e il 23 ottobre con la discussione degli
avvocati.

Intanto nel corso dell’udienza preliminare Nadia Desdemona
Lioce si è assunta la responsabilità dell’omicidio di Marco Biagi e ha
ribadito la propria fedeltà politica all’organizzazione. La Lioce ha poi
rimesso nelle mani del magistrato un documento che, a quanto si apprende,
sarebbe in parte dattiloscritto e in parte manoscritto. Anche Marco Mezzasalma
e Roberto Morandi hanno consegnato al magistrato un proprio documento.

E a proposito delle dichiarazioni di Cinzia Banelli dei
giorni scorsi, Attilio Baccioli, avvocato della Lioce, le ha definite
”preformate, frutto di trattative che si sono susseguite nel tempo”. Il
legale ha poi aggiunto: ”La storia dimostra come i pentiti siano sempre stati
preparati per riempire i vuoti. Prima c’era la tortura fisica e oggi
l’ergastolo con il premio per i pentiti che recitano la parte che gli viene
chiesta. Siamo indifferenti alle posizioni della Banelli cosi’ come al piano
probatorio”.

https://www.litis.it

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