Riforme, Governo battuto: senatori federali a 25 anni
Governo battuto alla Camera sull’emendamento ‘over 40’,
età limite per essere eletti senatori federali. Basteranno i 25 anni, già
previsti dal testo licenziato dalla commissione Affari costituzionali della
Camera. Un applauso ha salutato i 222 no contro i 218 sì e le 9 astensioni che
sul tabellone hanno sancito la bocciatura dell’emendamento, presentato dal
capogruppo di Fi Elio Vito. Quattro voti di margine, ottenuti grazie al
contributo di una ‘pattuglià di deputati di Fi, An, Udc e anche di un
leghista.
Nessun problema, invece, per l’art.3 la cui approvazione ha
sancito il prima via libera al Senato
federale. Sarà composto da 252 senatori, eletti contestualmente ai
Consigli regionali ma vi siederanno, senza diritto di voto, anche 42 membri
delle Regioni e delle Autonomie locali. In totale 294 membri. A ciascuna
Regione verrà assegnato un numero di senatori proporzionale al numero di
abitanti, comunque non inferiore a 6 (Molise e Valle d’Aosta ne avranno,
rispettivamente, due e uno).
Il muro contro muro che si registra in aula viene
amaramente constatato dal presidente della Camera
Pier Ferdinando Casini che torna
a ribadire l’importanza del dialogo tra le parti. ”C’è una posizione netta
del centrosinistra, che rifiuta l’impalcatura delle riforme ma nelle
commissioni si sta sviluppando un dialogo importante che ha portato a
convergenze. Il mio auspicio -continua- sarebbe che le convergenze si
moltiplichino in aula, questo non è possibile ma credo che realisticamente
bisognerà prendere atto della situazione e vedere se nel prosieguo sarà
possibile correggere la rottà’.
A chiudere le porte al dialogo, il capogruppo dei Ds alla
Camera Luciano Violante, che
critica la nuova composizione del Parlamento. Deputati e senatori sono
”troppi”. Secondo l’esponente della Quercia, le riforme istituzionali che
sta portando avanti la maggioranza sono un ”pasticcio” pertanto
l’opposizione conferma l’obiettivo di svolgere e vincere il referendum.
A stretto giro la risposta del ministro per le Riforme
Roberto Calderoli: ”Raccontano
un sacco di storie -dice a Montecitorio- perché la Costituzione l’hanno
modificata anche loro e nessuno ha tolto neppure un deputato o un senatore:
noi abbiamo ridotto del 20% il numero dei parlamentari e credo che sia la
prima volta nella storia della Repubblica che qualcuno riesce a ridurre un
organismo nel nostro paesè’.


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