Meno soldi se ti separi nella metropoli – CASSAZIONE CIVILE, Sezione I
Il coniuge che vive in una grande metropoli, in caso di
separazione, potrebbe vedersi dimezzare gli alimenti. Lo sancisce la Corte di
Cassazione secondo la quale non si puo’ ignorare il fatto che la grande città,
a differenza della provincia, offre sicuramente più ”chance di lavoro”.
Applicando questo principio, la Prima sezione civile della Cassazione ha
giudicato legittima la riduzione degli alimenti nei confronti di Maria
Vittoria A., una signora che vive nella capitale che, dopo essersi separata
consensualmente dal marito Fabio V., si era vista ridurre gli alimenti da 750
a 400 euro mensili.
La donna, dopo aver svolto per qualche tempo il lavoro di
cassiera presso un’azienda, era rimasta disoccupata. Ciononostante, la Suprema
Corte ha giudicato legittima la decisione della Corte d’appello di Roma di
rudurre l’assegno alla luce delle ”potenzialità” di Maria Vittoria ”di
operare, per la conoscenza corretta di molte lingue, nel settore turistico
considerato che per chi vive a Roma le opportunità sono molto elevatè’.
Fabio e Maria Vittoria si erano separati ”consensualmentè’
nel marzo del ’98 e in quella sede il giudice aveva stabilito che il consorte,
oltre a mantenere la figlia naturale nata dopo la separazione, dovesse
mantenere la ex moglie con 750 euro mensili. Un mantenimento che, nel marzo
del 2002, la Corte d’appello di Roma riduceva a 400 euro. Per i giudici di
merito non aveva alcun peso il fatto che la moglie, dopo un periodo
lavorativo, fosse rimasta disoccupata visto che essendo poliglotta e vivendo a
Roma aveva davanti a sè ”elevate opportunità di lavoro”.
Contro questa decisione si sono opposti in Cassazione sia
il marito che la moglie: il primo contestando il fatto che i giudici ”pur
riconoscendo che la moglie fosse in condizioni di trovare facilmente lavoro ha
contraddittoriamente ritenuto il suo stato di disoccupazionè’; la consorte
facendo notare che il mantenimento accordatole era troppo basso visto che dopo
il ’99 era rimasta senza lavoro.



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