Processo online, arriva la svolta. Firmate le ultime regole tecniche
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Si sblocca il processo telematico. Il ministro della Giustizia Roberto Castelli
ha firmato il decreto ministeriale con le regole tecnico-operative per l’impiego
dell’informatica nei procedimenti civili. Con il provvedimento si completa il
quadro delle disposizioni applicative che dovrebbero permettere di fare compiere
un netto salto di qualità alla sperimentazione che, sinora, si è mantenuta,
nelle sedi giudiziarie pilota, sul piano della simulazione. Ora invece
dall’"accademia" si passerà al valore legale di operazioni fondamentali
nell’economia processuale come la trasmissione per via telematica di
comunicazioni, notifiche e copie di atti dagli uffici giudiziari. Ma il web
sarà determinante anche per il deposito di atti e per la consultazione dello
stato delle cause e del fascicolo elettronico. L’aspettativa è quella di una
riduzione dei tempi di almeno sei mesi e di un recupero di efficienza degli
uffici di cancelleria di almeno il 40 per cento. Il decreto definisce una serie
di posizioni e procedure. A partire da quella relativa alle modalità di
introduzione al sistema informatico civile (Sici) che dovrà avvenire sempre
attraverso una "porta", un punto di accesso che potrà essere attivato solo da
soggetti pubblici. Tra questi ultimi, i Consigli dell’Ordine degli avvocati, il
Cnf, il Consiglio nazionale del notariato e l’Avvocatura dello Stato. La
certificazione del difensore sarà svolta direttamente dal punto di accesso,
quando questo è gestito da un’istituzione forense. Il Sici permette al
difensore l’accesso alle informazioni contenute nei fascicoli dei procedimenti
in cui è costituito e permette, negli altri casi, l’acquisizione delle
informazioni necessarie per la costituzione in giudizio. Tutti i soggetti
abilitati, per utilizzare i servizi di trasmissione telematica dei documenti
informatici avranno a disposizione una casella di posta elettronica, abilitata a
ricevere messaggi provenienti solo da altri punti di accesso e dal gestore
centrale. Nella casella i messaggi verranno conservati per un massimo di 30
giorni; poi verranno sostituiti da una comunicazione sintetica per altri 5 anni.
La casella si potrà ottenere con una richiesta scritta al punto di accesso che
conserverà anche lo stato del difensore con eventuali provvedimenti
disciplinari a suo carico. I documenti informatici nel processo civile sono poi
tutti sottoscritti con firma digitale mentre per la riservatezza del documento
da trasmettere al Sici il soggetto abilitato utilizzerà un meccanismo di
crittografia basato sulla chiave pubblica del gestore locale cui è destinato il
messaggio. Il cancelliere conserva un ruolo di primo piano nell’attestazione di
conformità nel caso di richiesta di copia del fascicolo. Per quanto riguarda le
sentenze, queste sono sottoscritte sempre dal giudice estensore; la
notificazione telematica di documenti informatici tra difensori avverrà poi
attraverso l’invio del documento dal punto di accesso del mittente alla casella
del destinatario.
G.Negri, Il Sole 24 Ore


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