Da Ciampi a Berlusconi, il gotha della politica nei file Br

Nome e cognome, carica rivestita, indirizzo ed eventuale
presenza di una scorta. Vere e proprie ‘schedè personali compilate dalle
Brigate Rosse, in un periodo che va dal maggio 2000 al settembre 2002. Da
Carlo Azeglio Ciampi a Silvio Berlusconi. Passando per Enrico Letta, Antonio
Maccanico, Giuliano Urbani, Vincenzo Visco.

E’ lungo l’elenco dei nomi del ‘gothà della politica e
dell’economia italiana, presente nei file delle Br, resi accessibili grazie
alla consegna delle password da parte della pentita brigatista, Cinzia
Banelli. Una sorta di schedatura, basata comunque su una attività di casuale
osservazione, senza traccia di particolare attività di pedinamento e di
indagine preparatoria aperta sul conto di ciascuno, come invece venne fatto
prima degli agguati a Marco Biagi e Massimo D’Antona. Insomma, fanno notare
gli investigatori, a differenza di cio’ che avviene nei confronti di un vero e
proprio bersaglio da colpire, si è semplicemente in presenza di nomi
‘archiviati’ che non hanno subito particolare attenzione da parte dei
terroristi.

Tra le centinaia di nomi archiviati nei documenti
informatici dei brigatisti c’è anche quello di Silvio Berlusconi. E ancora,
tra gli appunti vengono citati, Enrico Letta, indicato con la carica
dell’epoca di ministro dell’Industria. E poi Vincenzo Visco, Luigi Cocilovo e
Giuliano Urbani per il quale si evidenzia il ruolo di esperto di riforme
costituzionali eletto con Forza Italia.

Schedati anche alcuni sindacalisti, tra cui il segretario
della Cisl Toscana, Gianni Salvadori, e Mario Catalini, membro del Consiglio
di amministrazione dell’Ebret, ente bilaterale regionale toscano per
l’artigianato. Quanto a Ciampi, indicato nei file della Banelli con la carica
di governatore della Banca d’Italia, le Br avevano indicato i dati sulla
ubicazione della sua abitazione nel quartiere Trieste a Roma, oltre alla
presenza di una scorta. Cosi’ si legge nel documento tirato fuori
dell’archivio: ”un’Alfa 75 bianca con 4 uomini distinti a bordo vista più
volte in giorni diversi stazionare sul posto”. E poi il commento dei
brigatisti sull’auto: ”Non si sa se si tratta di una scorta privata o
pubblica, ma sembra certo che sia una scortà’.

https://www.litis.it

Commento all'articolo

You May Have Missed