Privacy e terrorismo, non piace la proposta di conservare i dati tlc



Forti critiche sono state



espresse da più parti a una
proposta avanzata da alcuni stati dell’Ue che prevede la conservazione ‘a
priori’, fino a un massimo di 36 mesi, di tutti i dati di traffico, compresi
quelli relativi a Internet, Sms, Mms, posta elettronica. In particolare, segnala
il Garante della privacy, gestori e fornitori di servizi di comunicazione
contestano l’inutilità e i costi eccessivi di un’iniziativa del genere. Sul
punto si sono già dette più volte contrarie le Autorità europee di protezione
dei dati.



La proposta presentata

da quattro stati dell’Ue
(Francia, Irlanda, Svezia, Regno Unito) lo scorso aprile prevede che il
Consiglio dell’Ue decida di chiedere agli stati membri l’introduzione di misure
nazionali per la conservazione a priori di tutti i dati trattati e conservati
per la fornitura di servizi pubblici di comunicazione ovvero di tutti i dati
disponibili nelle reti di comunicazione pubblica, allo scopo di favorire le
indagini, la prevenzione e la repressione dei reati con particolare riguardo al
terrorismo. Su questa proposta, che non ha ancora ottenuto il beneplacito della
Commissione europea, è stata aperta anche una consultazione pubblica che è
terminata lo scorso 15 settembre e i cui risultati sono stati presentati in
occasione di un recente seminario pubblico organizzato a Bruxelles.



In sostanza,

la proposta di decisione prevede l’obbligo
di conservare tutti i dati di traffico e localizzazione per un minimo di 12 ed
un massimo di 36 mesi; i dati sono quelli necessari per identificare la fonte di
una comunicazione, i servizi usufruiti, l’instradamento e la destinazione di una
comunicazione, l’ora e la durata della comunicazione, il tipo di comunicazione,
l’apparecchiatura utilizzata, e la localizzazione della comunicazione per
l’intera sua durata. I dati in questione sono generati da servizi di telefonia
(compresi Sms e Mms), Internet, posta elettronica, Voice-over-Ip, Ftp, servizi
su banda larga, e ogni eventuale tecnologia sviluppata negli anni a venire.



Per quanto nel testo

si affermi che l’obbligo di
conservazione non si applica ai contenuti delle comunicazioni, la mole di dati
è tale che risulta possibile rintracciare con precisione i percorsi seguiti da
ogni singolo abbonato o utente nell’utilizzare servizi di comunicazione; del
resto, questo è lo scopo dichiarato della proposta, che intenderebbe facilitare
le indagini e la repressione di reati penali con particolare riguardo a quelli
di matrice terroristica.



Molte critiche sono giunte
, durante il seminario
pubblico, proprio dai gestori e dagli operatori di Tlc, che hanno fatto notare
come le disposizioni previste siano sproporzionate rispetto agli scopi
(statistiche diffuse indicherebbero che in rarissimi casi è richiesto l’accesso
a dati di traffico risalenti ai 12 mesi precedenti per lo svolgimento di
indagini penali) e, soprattutto, comportino costi eccessivi per la conservazione
dell’enorme mole di dati generati dai servizi di comunicazione in oggetto.
Inoltre, numerosi gruppi per la difesa dei diritti civili hanno pubblicato
dichiarazioni o documenti nei quali evidenziano critiche e punti deboli rispetto
alla proposta, giudicata "inutile" e "sproporzionata".



Va sottolineato che

anche il Gruppo che riunisce
le autorità europee di protezione dei dati si sta occupando della questione, e
si è peraltro espresso più volte con chiarezza rispetto all’inopportunità e
illegittimità di una conservazione indiscriminata dei dati di traffico. Il
gruppo ha fatto notare come questo tipo di approccio sia incompatibile, fra
l’altro, con i principi fissati nell’Articolo 8 della Convenzione europea dei
diritti umani, secondo la quale qualunque interferenza nella vita privata delle
persone (che il testo stesso della proposta di decisione riconosce essere una
conseguenza delle disposizioni di cui si chiede l’attuazione) è ammissibile
solo sulla base di un adeguato fondamento giuridico, per finalità specifiche e
determinate, e nella misura di quanto necessario e proporzionato in una società
democratica.

 

https://www.litis.it

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