Rasi: necessario bilanciare sviluppo del credito al consumo e tutela dei diritti della persona In dirittura d’arrivo il codice di deontologia sulle “centrali rischi” private
"Il Codice in materia di protezione dei dati personali fornisce
tutti gli elementi per un adeguato bilanciamento di due esigenze: il valore
sociale e l’espansione del credito al consumo, e le maturate consapevolezze dei
cittadini che intendono veder tutelati i diritti della trasparenza, della
sicurezza, della riservatezza, insomma della dignità della persona umana".
Con queste parole il Prof. Gaetano Rasi, componente dell’Autorità
Garante per la protezione dei dati personali, ha aperto il suo intervento al
convegno "Novità in tema di disciplina sulle centrali rischi", svoltosi oggi a
Milano. Le "centrali rischi" private sono delle grandi banche dati nelle quali
confluiscono informazioni relative ai numerosi cittadini che chiedono un
prestito personale, un mutuo, una carta di credito e alle quali accedono banche
e finanziarie per verificare l’affidabilità e la solvibilità della clientela
prima di concedere finanziamenti.
Con l’ampliamento del ricorso al credito e il conseguente
sviluppo delle "centrali rischi" private cresce, pero’, anche la consapevolezza
del diritto del cittadino a controllare le informazioni che lo riguardano.
Interpretando questa nuova esigenza, il testo unico sulla privacy – ha affermato
Rasi – non solo si occupa in diversi articoli delle centrali rischi private, ma
prevede la sottoscrizione di un apposito codice deontologico e di buona condotta
per questo settore cosi’ delicato.
Lo schema del codice deontologico, elaborato in collaborazione
con organismi rappresentativi degli operatori del settore e già oggetto di una
consultazione pubblica, individua le regole di comportamento per la correttezza
dei trattamenti, e non riguarda sistemi informativi di cui sono titolari
soggetti pubblici. Esso stabilisce, in particolare, gli scopi per i quali le
informazioni raccolte possono essere utilizzate, le modalità di registrazione
dei dati, l’informativa agli interessati per assicurare una maggiore trasparenza
nei confronti del consumatore, e individua con certezza i termini di
conservazione dei dati personali contenuti in banche dati.
Secondo il componente dell’Autorità, pur non esistendo oggi un
sistema di misurazione della qualità derivante dal corretto trattamento dei
dati, esso "appare tuttavia rilevante in relazione all’importanza che, da un
lato, le imprese attribuiscono alle informazioni sulla moralità e puntualità
nei pagamenti e, dall’altra, alla preoccupata attenzione che gli acquirenti
circa l’esatta fornitura di notizie sul proprio comportamento".
Milano, 19 ottobre 2004



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