Ue, Prodi: ”Firma lungimiranza politica, non punto di arrivò’

La firma del Trattato europeo è una ”prova di lungimiranza
politicà’. Lo ha detto Romano Prodi alla cerimonia della firma in
Campidoglio. ”Oggi l’Europa riafferma la sua originale forma di
organizzazione politica per rispondere alla sfida della globalizzazione,
promuovere i suoi valori ed esercitare il ruolo che le compete sulla scena
internazionalè’.

Per Prodi, ”la nuova Costituzione introduce elementi
innovativi che renderanno l’Unione europea pi๠democratica, pi๠efficace, pià¹
trasparentè’. Inoltre, il presidente della Commissione ha sottolineato il
fatto che ”il contenuto innovativo dei diritti sociali, riconosciuti ormai
come parte del diritto primario, nonché le nuove clausole sociali introdotte
nella Costituzione, costituiscono indubbiamente dei progressi rispetto alla
situazione attualè’. Per Prodi, però, ”la firma della Costituzione non è un
punto di arrivo”, perché ci sono ancora le ratifiche degli Stati nazionali:
”Decisioni che non possiamo dare per scontatè’.

Prodi ha sottolineato che la Costituzione ӏ nata in seno
alla convenzione europea seguendo un metodo di lavoro nuovo, pi๠trasparente e
democratico”. ”E’ naturale -ha detto Prodi- che tale metodo produca ora nei
cittadini europei l’aspettativa di essere maggiormente coinvolti nelle
restanti fasi del processo. Se la responsabilità  primaria per la ratifica
della Costituzione spetterà  ai governi firmatari, le istituzioni europee
faranno la loro parte per fornire ai cittadini un’informazione obiettiva sul
suo contenuto”.

Prodi ha spiegato che ”i capi di Stato e di governo che
firmeranno la Costituzione europea hanno compiuto un atto ardito e
costruttivo”, e che ”la nuova Europa dotata di una Costituzione deve
diventare la forza motrice del benessere economico e sociale dei suoi popoli e
della pace nel mondo”.

Il presidente della Commissione europea ha poi avvertito:
”Le forze politiche nazionali dovranno esprimersi liberamente sul Trattato
costituzionale, ma toccherà  ai governi mantenere i dibattiti parlamentari e le
campagne referendarie sul tema della Costituzione evitando che questi vengano
dominati dalle polemiche politiche nazionali”.

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