Ordinamento giudiziario: sui concorsi per fare carriera non si torna più indietro

Ecco le
modifiche all’articolo 2 dopo l’approvazione del maxi emendamento. L’Anm convoca
il comitato centrale e va verso lo sciopero. Discussioni in Aula sulle modalità
di nomina del procuratore antimafia. E’ legge l’esonero dai quiz per uditore

All’indomani dall’approvazione del maxi-emendamento del Governo alla riforma
dell’ordinamento giudiziario, l’opposizione continua a ripetere che il
provvedimento sarà inattuabile. Intanto è passato il sistema dei concorsi.
Secondo le modifiche apportate dal maxi-emendamento (vedi tra i documenti
correlati) all’articolo 2, ma soprattutto secondo gli emendamenti respinti ieri
dall’Aula del Senato, l’attuale stesura della norma prevede concorsi per
accedere alle funzioni superiori.
L’Anm verso lo sciopero. L’Anm martedi’ sera aveva definito "inutile" la
votazione del maxi-emendamento e le stesse modifiche. Ieri è stata convocata
per mercoledi’ prossimo, 10 novembre la giunta esecutiva centrale, allargata ai
segretari dei gruppi associati, mentre per il prossimo 14 novembre è stato
convocato urgentemente il comitato direttivo centrale sul tema, si legge nel
comunicato "crisi del servizio giustizia e controriforma dell’ordinamento
giudiziario". "Se il testo risultante dal maxi-emendamento rimanesse immutato,
sarà approvata una pessima legge – ha detto ieri l’Anm – il ministro Castelli
avrà fatto passare una riforma davvero "epocale", ma solo perchè peggiorerà
il funzionamento della giustizia e diminuirà le garanzie dei cittadini. L’Anm
ha il dovere di denunciarlo nel modo più netto". Da questo la convocazione
urgente per domenica 14 novembre, dopo la riunione allargata della Gec che,
probabilmente, porterà alla calendarizzazione dello sciopero. Per quella data,
Palazzo Madama avrà probabilmente chiuso l’esame del provvedimento, anche
perchè, come ha ripetuto ieri il ministro della Giustizia Roberto Castelli, i
tempi sono stretti se si vuole approvare la riforma alla Camera prima di Natale.
Per il Guardasigilli il provvedimento dovrà essere approvato da Palazzo Madama
entro giovedi’ 11 novembre e se oggi la discussione dovesse prolungarsi oltre il
previsto non è escluso che l’esecutivo possa chiedere il contingentamento dei
tempi.
Il caso Falcone. Ieri la discussione è stata animata soprattutto dalla polemica
scoppiata riguardo le modalità di nomina del Procuratore nazionale antimafia.
Secondo il testo il capo della procura nazionale non sarà più deciso dal
Consiglio superiore della magistratura, ma dal concorso. "E’ una follia arrivare
attraverso un concorso per titoli, ad assegnare responsabilità come quelle che
sono qui indicate" ha detto il senatore della Margherita Nando Dalla Chiesa
riferendosi appunto alla Dna. "Dodici anni fa – ha ricordato Dalla Chiesa, c’era
un ministro della Giustizia, Claudio Martelli, che pensava che tale procura
dovesse essere istituita e che la persona più indicata per guidarla fosse
Giovanni Falcone, ma non sulla base dei titoli. Giovanni Falcone infatti non
aveva vinto nemmeno il concorso per giudice capo ufficio istruzione a Palermo,
quindi con i titoli non era possibile per lui spuntarla. Bastava inventare
qualcosa che mettesse al riparo chi doveva decidere da qualsiasi critica esterna
per uscirne puliti, senza prendersi alcuna responsabilità. Claudio Martelli si
prese invece la responsabilità di dire che, per i meriti acquisiti sul campo e
per il complesso delle qualità personali, doveva essere Giovanni Falcone a
ricoprire quell’incarico. Ci furono critiche da destra e da sinistra, Giovanni
Falcone venne assassinato e da parte di esponenti dell’allora opposizione fu
richiesto che l’incarico di sostituirlo venisse assegnato al procuratore Cordova.
Ma Martelli, anche in questo caso indico’ Paolo Borsellino esclusivamente per
meriti acquisiti sul campo, senza nessun concorso". Immediata e tempestiva (con
tanto di mimica rivolta al senatore Dalla Chiesa) la replica del ministro in
Aula: "A tutti viene in mente la vicenda Falcone. Non ne avrei mai voluto
parlare, perchè credo che sia veramente un malcostume richiamare gli eroi del
nostro tempo e tirarli per la giacchetta. Non lo avrei mai tirato in ballo,
perchè credo non sia veramente il caso, ma visto che lo ha fatto lei, allora le
dico che proprio la vicenda del giudice Falcone dovrebbe insegnarci come in base
alle logiche ancora oggi vigenti, non sono i migliori ad essere premiati, ma le
scelte vengono compiute in base ad altre logiche. Se questo sistema fosse stato
in vigore, allora forse il magistrato Falcone avrebbe visto le sue legittime
aspirazioni concretizzarsi".
Le Camere penali. A non gradire il riferimento a Falcone è stato soprattutto il
presidente delle Camere penali, Ettore Randazzo: "Credo che ogni riferimento a
Giovanni Falcone a proposito della riforma dell’ordinamento giudiziario, che
innanzitutto avrebbe dovuto separare le carriere, sia oltre che inelegante,
addebitabile ad un black out del senso del pudore, sia da parte di chi dimentica
la sua posizione, nettamente favorevole alla stessa, che da parte di chi, dopo
aver prodotto in luogo di un intervento serio un aborto di ambiguità, tenta ora
di evocarne l’immagine a difesa dei suoi torti".
Un criterio per la valutazione dei Pm. "Il successo delle iniziative dei Pm è
un criterio utile per valutarli". Il ministro Castelli ha chiarito nel
pomeriggio il senso delle dichiarazioni rese in Aula nella mattinata di ieri.
"Ci sono procuratori – aveva detto il ministro – che continuano a rinviare a
giudizio malcapitati che poi vengono puntualmente assolti. Questo per esempio è
un titolo in senso negativo che verrà valutato nei concorsi". Dichiarazione che
è stata subito stigmatizzata da Guido Calvi (Ds) che ha definito quelle del
ministro espressioni "tecnicamente incongrue e impossibili". Da qui il
chiarimento del Guardasigilli: "Nessun laspus da parte mia, va da sè che da un
punto di vista meramente formale è il Gup che dispone il rinvio a giudizio, ma
è evidente che è il pubblico ministero, quale organo titolare dell’azione
penale, a richiederlo. A questo mi riferivo durante l’intervento, ed è inutile
che l’opposizione si nasconda dietro a questioni formali". "I processi costano
moltissimo – ha continuato il ministro – io ho nel mio ministero un magistrato
che ha nel suo curriculum 360 processi per mafia conclusi con l’ergastolo. Ma un
Pm che continua a perdere processi, non è un Pm che acquista un titolo a suo
favore". Nella necessità quindi di dover individuare criteri certi per valutare
il lavoro dei magistrati, il successo delle iniziative dei pubblici ministeri,
ha concluso il ministro "è un criterio utile per valutare il loro lavoro".
Dl Concorso. Ieri sera l’Aula del Senato ha approvato definitivamente sul filo
di lana – il provvedimento scadeva il 7 novembre prossimo – il decreto legge che
amplia la platea delle categorie esonerate dalla prova pre-selettiva per il
concorso da uditore giudiziario (vedi tra i documenti correlati). Approvata
quindi la stesura decisa da Montecitorio che prevede l’applicazione delle norma
anche per i concorsi banditi quest’anno (vedi tra gli arretrati del 20 ottobre
2004). Il ministero a questo punto, dovrà riaprire i termini. (p.a.)

 

Fonte:


www.dirittoegiustizia.it

 

https://www.litis.it

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