Ingiustificati privilegi agrari del catasto astroungarico – CORTE COSTITUZIONALE, Sentenza n. 315 del 28/10/2004


Il Tribunale di Bolzano ha portato all’attenzione
della Corte Costituzionale una questione di legittimità, sollevando dubbi in
merito ai contenuti dell’art.14 della Legge 3 maggio 1982, n.203, che reca
"Norme sui contratti agrari". Nell’articolo imputato, si regola la
determinazione del canone contrattuale con riguardo ai territori "del catasto
derivante dall’ex catasto austro-ungarico", o meglio, si continua a regolare
tale determinazione di canone, senza considerare che, in una precedente sentenza
(n.318/2002), la Corte aveva già dichiarato l’incostituzionalità degli artt. 9
e 62 di quella medesima Legge, liberalizzando l’affitto dei fondi rustici su
tutto il territorio nazionale. In effetti, il meccanismo attivato dall’art.14 è
sfuggito alla già richiamata dichiarazione d’illegittimità, che percio’ non
puo’ avere efficacia diretta anche nei suoi confronti. Vero è tuttavia che –
come ribadiscono in questa occasione i Giudici della Consulta – il catasto
austro-ungarico "ha perso qualsiasi idoneità a rappresentare le effettive e
diverse caratteristiche dei terreni agricoli, cosicchè non puo’ sicuramente
essere posto a base di una disciplina dei contratti agrari rispettosa della
garanzia costituzionale…" Si tratta dunque di prendere atto del venir meno di
un principio di equità sociale, ma anche della ingiustificata disparità del
trattamento, cui si dovrebbero attenere i proprietari di certi terreni, laddove
il regime di equo canone dei fondi rustici è venuto a mancare in tutto il resto
del territorio nazionale. All’art.14 della Legge 3 maggio 1982 non resta allora
che fare la stessa fine degli altri articoli, 9 e 62, della medesima
disposizione.

 

 

 


Sentenza 315/2004


Giudizio                             


Presidente                         ONIDA        
  Relatore                         
MARINI


Camera di Consiglio del                      07/07/2004                      
  Decisione del  
25/10/2004


Deposito del                      28/10/2004
  Pubblicazione in G. U. 


 


Ordinanze di rimessione  1150/2003  

 

Massime:

Giudizio di
legittimità costituzionale in via incidentale. Contratti agrari – Affitto di
fondi rustici – Territori del catasto derivante dall’ex catasto austro-ungarico
– Determinazione del canone – Regime predeterminato per legge – Disparità di
trattamento rispetto ai fondi rustici sul resto del territorio nazionale a
regime di libera contrattazione – Illegittimità costituzionale in parte qua. –
Legge 3 maggio 1982, n. 203, art. 14, secondo comma, secondo e terzo periodo. –
Costituzione, art. 3. Contratti agrari – Affitto di fondi rustici – Territori
del catasto derivante dall’ex catasto austro-ungarico – Determinazione del
canone – Regime predeterminato per legge – Denunciata disparità di trattamento
rispetto ai fondi rustici sul resto del territorio nazionale a regime di libera
contrattazione, lesione della garanzia della proprietà terriera, in contrasto
con il principio di instaurazione di equi rapporti sociali – Impugnazione di
disposizione già dichiarata illegittima nel primo capoverso e insuscettibile di
ulteriore autonoma applicazione nelle parti restanti – Inammissibilità della
questione. – Legge 12 giugno 1962, n. 567, art. 3. – Costituzione, artt. 3, 42 e
44.


 


 CORTE COSTITUZIONALE, Sentenza n. 315 del 28/10/2004

 


IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 


LA CORTE COSTITUZIONALE

 


composta dai signori:

 


– Valerio       ONIDA       Presidente

 


– Carlo         MEZZANOTTE   Giudice

 


– Fernanda      CONTRI          "

 


– Guido         NEPPI MODONA    "

 


– Piero Alberto CAPOTOSTI       "

 


– Annibale      MARINI          "

 


– Franco        BILE            "

 


– Giovanni Maria     FLICK           "

 


– Francesco     AMIRANTE        "

 


Ugo             DE SIERVO         "

 


Romano          VACCARELLA        "

 


– Paolo         MADDALENA       "


– Alfonso       QUARANTA        "


ha pronunciato la
seguente

 

SENTENZA

 

nel
giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 14 della legge 3 maggio
1982, n. 203 (Norme sui contratti agrari), e dell’art. 3 della legge 12
giugno 1962, n. 567 (Norme in materia di affitto di fondi rustici), promosso
con ordinanza del 13 ottobre 2003 dal Tribunale di Bolzano nel procedimento
civile vertente tra Rizzolli Thomas e Clementi Johann ed altro, iscritta al
n. 1150 del registro ordinanze 2003 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica n. 3, prima serie speciale, dell’anno 2004.

 


    Udito

nella camera di consiglio del 7 luglio 2004 il Giudice relatore Annibale
Marini.

 


Ritenuto
in fatto

 

    In un
giudizio riguardante la determinazione del canone di affitto di un fondo
rustico, il Tribunale di Bolzano, sezione specializzata per le controversie
agrarie, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 42 e 44 della
Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 14 della
legge 3 maggio 1982, n. 203 (Norme sui contratti agrari), nella parte in cui
detta i criteri per la determinazione del canone per i contratti di affitto
riguardanti i territori del catasto derivante dall’ex catasto
austro-ungarico, e, “occorrendo”, dell’art. 3 della legge 12 giugno 1962, n.
567 (Norme in materia di affitto di fondi rustici), in quanto richiamato
dalla disposizione censurata in via principale.

 

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