Immigrati: pene più severe, espulsione ai giudici di pace, permessi di soggiorno ai privati
Il decreto è
stato definitivamente convertito in legge. Approvato il testo licenziato dal
Senato. Arresto per la flagranza differita. Slitta invece l’emendamento alla
legge per la modifica della prescrizione
Pene più severe, convalida sulle espulsioni ai giudici di pace e gestione dei
permessi di soggiorno ai privati. Il decreto sugli immigrati (241/04),
modificato dal Parlamento è stato definitivamente convertito in legge. La
Camera ha approvato ieri il testo nella stessa versione licenziata dal Senato
(leggibile in arretrati del 21 ottobre) respingendo tutti gli emendamenti
presentati dall’opposizione.
Il decreto è stato reso necessario dalla sentenza della Corte costituzionale
che aveva dichiarato illegittima la procedura sull’espulsine prevista dalla
legge Bossi-Fini, soprattutto per la mancanza di un effettivo controllo
giurisdizionale e della garanzia del diritto di difesa.
Tra le novità introdotte dal Parlamento, l’innalzamento delle pene in modo da
essere coerenti con la previsione dell’arresto in flagranza (una delle censure
della Consulta) ma anche per l’arresto nei casi, cosiddetti, di "flagranza
differita".
Non c’è accordo sulla recidiva. Slitta alla prossima settimana l’emendamento di
maggioranza che dovrebbe modificare la proposta di legge sulla modifica delle
modalità di calcolo della prescrizione. La proposta, che dovrebbe fare
riferimento alla pena base, non considerando attenuanti e aggravanti, comporta
per alcuni reati un aumento dei tempi e per altri una diminuzione. La Cdl,
pero’, non ha trovato un accordo, soprattutto per il permanere dell’opposizione
dell’Udc, mentre il relatore Luigi Vitali (Forza Italia) sarebbe riuscito a
convincere gli scettici della Lega, per nulla entusiasti di votare una proposta
già ribattezzata "salva-Previti". Proposta intorno alla quale le polemiche sono
state talmente aspre da provocare la dimissione dei primi due relatori (Cirielli
e Fragalà, entrambi di An).
Vitali ha elaborato una nuova proposta emendativa che dovrebbe "temperare" il
contenuto della norma: "Si creerà una discriminante tra i reati gravissimi come
il terrorismo, la criminalità organizzata, la pedofilia, la schiavitù e gli
altri tipi di reati. Sui primi reati, ci sarà un aumento della prescrizione che
si calcolerà sui due terzi del massimo della pena. Per gli altri reati si
calcolerà su un quarto". Inoltre, ha spiega ancora Vitali, "la prescrizione
rimane sospesa quando il procedimento dipende dal provvedimento che deve
emettere un’autorità straniera". Dopo l’esame in Commissione, il provvedimento
dovrebbe tornare in aula il prossimo 23 novembre per la discussione sulle
pregiudiziali di incostituzionalità.(m.t.)


Commento all'articolo