Riforma della giustizia, ripartono gli incontri tra Anm e forze politiche
Il sindacato
tornerà a sottolineare l’inattuabilità della legge mentre all’inaugurazione
dell’anno giudiziario nelle corti d’Appello verrà diffuso il "libro bianco"
sulle gravi disfunzioni del settore
All’indomani dall’inaugurazione dell’Anno giudiziario l’Associazione nazionale
magistrati ufficializza le sue iniziative legate all’apertura presso le Corti
d’appello che si svolgeranno sabato prossimo. Le "manifestazioni" si muoveranno
su due piani: il richiamo alla Costituzione e la denuncia di un sistema ormai al
collasso. Ecco perchè nei ventisei distretti di Corte d’appello al fine di
richiamare i principi costituzionali, la giunta esecutiva centrale del sindacato
delle toghe invita tutti i magistrati a sfilare con una copia della Costituzione
sotto il braccio, con particolare riferimento alle norme contenute dal tutolo IV
riguardante "la magistratura".
"Riproponiamo deliberatamente il gesto simbolico di due anni addietro – dice il
comunicato della Gec – non come protesta ma come forte richiamo ai principi". Se
nel gennaio del 2003 i magistrati sottolineavano "l’esigenza che della
Costituzione si rispettasse la lettera e lo spirito", oggi "che il Parlamento
deve riesaminare la riforma dell’ordinamento giudiziario il richiamo ai principi
della Costituzione è più che mai attuale".
Il secondo aspetto delle iniziative riguarda le disfunzioni del sistema e per
l’occasione verrà presentato la seconda edizione del Libro bianco sul
Disservizio giustizia che sarà divulgato già da domani. La relazione del
Procuratore di martedi’ scorso (leggibile tra gli arretrati di ieri, mentre
tutte le tabelle sono disponibili tra i documenti correlati) del resto ha messo
in evidenzia che ci sono ancora nove milioni di procedimenti in corso nei
tribunali italiani. Il libro bianco è "un’iniziativa di denuncia – dice ancora
la Gec – ma anche la forte sollecitazione al ministro affinchè si attivi nel
quadro della sua specifica responsabilità per la "organizzazione ed il
funzionamento dei servizi relativi alla giustizia"" cosi’ come chiede l’articolo
110 della Costituzione.
Con la ripresa dei lavori parlamentari sull’ordinamento giudiziario, l’Anm
riaprirà il confronto con le forze politiche invitando il Parlamento a
considerare quegli ulteriori aspetti di incostituzionalità che non sono stati
oggetto del messaggio del Presidente della Repubblica, ma che sono stati
sottolineati da illustri costituzionalisti. Ma oltre agli aspetti
incostituzionali, il sindacato tornerà a sottolineare anche l’inapplicabilità
della norma, "stretta" al sistema dei concorsi e come auspicato anche dal Pg di
Cassazione nella sua relazione, chiederà di riesaminare gli aspetti
procedimentali del sistema disciplinare. Per questo è stato chiesto un incontro
con i responsabili giustizia di tutte le forze politiche e già oggi l’Anm si
incontrerà con i rappresentanti di Forza Italia e dei Ds, mentre la settimana
prossima sarà la volta di An e Margherita.


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