Costituzione europea, il sì di Montecitorio alla ratifica del Trattato

Applauso
finale dopo un’approvazione a larghissima maggioranza (Verdi astenuti, Lega e
Rifondazione contrari). Soddisfazione del premier arrivato in Aula subito dopo
il voto. Ora tocca al Senato, previsti tempi brevissimi

Con un si’ trasversale, anche che se critico, ieri la Camera dei deputati ha
approvato la ratifica della Costituzione europea. I si’ sono stati 436, 28 i no,
5 gli astenuti. Hanno votato no la Lega e Rifondazione comunista.
Montecitorio quindi ha approvato tutti e tre gli articoli del Ddl di ratifica
della Carta Ue (qui leggibili in calce) e due ordini del giorno, dell’Udc e di
An, che impegnano il Governo sul richiamo alle radici cristiane. Quello
presentato da Luca Volontè (Udc) impegna l’Esecutivo a sostenere il riferimento
esplicito alle radici giudaico-cristiane dell’Europa nel caso in cui il Trattato
dovesse essere modificato, ma non solo. Impegna anche Palazzo Chigi a
riaffermare il diritto alla vita e la tutela della famiglia. Nella stessa
direzione anche l’ordine del giorno presentato da Ignazio la Russa (An) che
invita il Governo a promuovere nel dibattito politico una riflessione sul
richiamo alle radici cristiane, qualora vi fosse una modifica del Trattato.
La nuova Carta europea rappresenta la pre-condizione perchè esista l’Europa. Ne
è sicuro Franco Monaco, vicepresidente della Margherita che invita a non
sottovalutare le critiche mosse in aula sulla Costituzione europea.
Quanto alle obiezioni della Lega sul vulnus creato da una ratifica che non passa
per il referendum, quello che è stato ratificato è un Trattato e non una
Costituzione.
La seconda critica mossa da Rifondazione riguarda l’eccessivo liberismo della
nuova Carta. Ma nessuna paura, il Trattato non puo’ regredire dai livelli di
garanzia assicurati dalla nostra Costituzione. Del resto, vi è un’espansione e
non una regressione dei diritti costituzionalmente garantiti dal nostro
ordinamento.
Quanto, invece, al mancato riferimento al principio sancito dall’articolo 11
della nostra Carta fondamentale la pace è il cuore stesso della Costituzione Ue
come lo fu fin dall’origine.
Una seduta lunga quella che ieri ha visto impegnata la Camera nella discussione
generale sul Ddl di ratifica della Costituzione europea. L’esame, infatti, è
proseguito per tutta la giornata e alla votazione finale hanno partecipato, i
ministri Gianfranco Fini, Affari esteri, Antonio Martino, Difesa, Stefania
Prestigiacomo, Pari opportunità, Mario Baccini, Funzione pubblica, Giuliano
Urbani, Beni e attività culturali ed il vicepremier Marco Follini. Il
presidente del Consiglio, invece, anche se è arrivato di corsa, non ha fatto in
tempo a votare ed è entrato al momento della proclamazione del voto.
Un primo si’ quello di Montecitorio nel quale sperava anche il commissario
europeo agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, che sicuramente
servirà di esempio agli spagnoli che il prossimo 20 febbraio andranno alle urne
per scegliere se ratificare o meno la Costituzione Ue. E si’ perchè le
alternative per i 25 Paesi membri erano due: o si sceglieva la via parlamentare
altrimenti l’unica strada era quella del referendum. Via quest’ultima che non
poteva essere percorsa dall’Italia. Del resto l’articolo 75 della Costituzione
è chiaro: non è ammesso il referendum per le leggi di autorizzazione a
ratificare trattati internazionali.
Non tutte le forze politiche erano d’accordo sulla ratifica. Tuttavia anche chi,
come Armando Cossutta, presidente del Pdci ha duramente criticato il testo ha
espresso un si’ critico per la costruzione di un’Europa politica. Oggi, infatti,
secondo Cossutta, esiste solo un’Europa dei mercati e della moneta. E il
Trattato rispecchia proprio quest’anima, mancano il riconoscimento dei diritti
sociali, i principi della pace e dell’uguaglianza. Ma anche se insufficiente è
pur sempre un primo passo verso quella direzione. Solo con una Costituzione
l’Europa potrà diventare un’entità politica e potrà quindi svolgere un ruolo
di contrappeso rispetto al predominio degli Stati Uniti.
Anche se il testo è migliorabile – ha commentato Pierluigi Castagnetti, speaker
unico della federazione dell’Ulivo – la ratifica della Costituzione rappresenta
il primo passo verso la costruzione dell’Europa.
Duro il no del Carroccio che attraverso il suo capogruppo Antonio Cè ha
affermato che si tratta di una Costituzione senz’anima e priva di legittimazione
popolare. Un trattato che secondo la Lega conferma "un’Europa dei giudici e dei
banchieri".
Ieri ha vinto la linea dell’unità i due schieramenti, maggioranza e
opposizione, pur esprimendo dubbi e critiche hanno scelto la via giusta quella
della cooperazione. Una strada che speriamo possa prevalere anche al Senato.

Articolo 1
(Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il Trattato che
adotta una Costituzione per l’Europa e alcuni atti connessi, con atto finale,
protocolli e dichiarazioni, fatto a Roma il 29 ottobre 2004.

Articolo 2
(Ordine di esecuzione)
1. Piena ed intera esecuzione è data al Trattato di cui all’articolo 1 a
decorrere dalla data della sua entrata in vigore in conformità a quanto
disposto dall’articolo IV-447 del Trattato stesso.

Articolo 3
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

www.dirittoegiustizia.it

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