DIGIT – Il fascicolo processuale penale digitale Le condizioni di parità ex art 111 Cost. nella conoscenza del procedimento penale

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E’ possibile
che un nuovo sistema di organizzazione del lavoro possa raggiungere livelli di "Pareto
– efficienza" assumendo una configurazione in cui tutti gli operatori della
giustizia (magistrati, avvocati, cancellieri, personale amministrativo) non solo
non peggiorino la propria situazione lavorativa precedente, ma aumentino le
singole utilità?



E’
possibile che lo stesso sistema sia in grado di assicurare quelle "condizioni di
parità" fra le parti nella effettiva conoscenza degli atti processuali imposto
dall’art.111 della Costituzione?



E’
possibile che tale sistema, impiegando solo forze interne all’amministrazione,
riesca ad operare in termini di piena economicità ed eco compatibilità,
consentendo una drastica riduzione del consumo di carta?


 


 


 


 

 


DIGIT – il
fascicolo processuale penale digitale


Le condizioni
di parità ex art 111 Cost. nella conoscenza del procedimento penale


 


 


Dall’ ottobre 2003 il Tribunale di Cremona, con il coordinamento del CISIA
Milano e la direzione della DGSIA, ha avviato una sperimentazione diretta ad
acquisire in formato elettronico – con standard PDF – tutti i fascicoli cartacei
che passano attraverso la fase dell’udienza preliminare.



Al momento dell’arrivo nella Cancelleria GIP GUP il fascicolo passa all’ufficio
DIGIT COPIE, dove viene acquisito completamente a mezzo di apposito scanner ad
alte prestazioni.



Tramite un

bookbuilder
,
con semplici operazioni, viene generato il fascicolo digitale, in formato PDF,
che conserva la piena familiarità (
look-and
feel
)
con il documento cartaceo, e rispetta i criteri di impaginazione cronologica del
documento originale come prescritti per legge.



Vengono inseriti sempre dall’operatore segnalibri che consentono successivamente
di "navigare" all’interno del fascicolo digitale (Digit file) nel giro di poche
frazioni di secondo, attraverso migliaia di pagine.



Il fascicolo digitale viene sottoposto ad un riconoscimento O.C.R., (con
possibilità di poter quindi effettuare anche ricerche

full – text
,
sull’ intero contenuto degli atti processuali) e quindi inserito in una apposita
directory sulla Lan – rete interna al Tribunale.



Il fascicolo, in questo formato, è visibile attraverso un reader –

Adobe Reader
6.0 e successivi
,
del tutto gratuito e di ampia diffusione.



La Cancellerie – in ordine alle pratiche di fissazione delle udienze
preliminari, rinvio a giudizio ecc, utilizzano esclusivamente il fascicolo
digitale, che richiamano sui propri PC client.



I giudici e i pubblici ministeri, gli avvocati che hanno richiesto la copia
digitale, hanno la possibilità di prendere conoscenza costante degli atti dal
proprio PC, effettuare ricerche all’interno dei singoli fascicoli digitali, (per
es. tutti i riferimenti di un numero di telefono, di un nome, qualsiasi stringa)
estrapolare parti del fascicolo da inserire nei propri provvedimenti (un verbale
di sequestro,una dichiarazione testimoniale, un atto di impugnazione, una
memoria ecc), sia come immagine (non modificabile) sia come "testo" sul quale
intervenire a piacere, incrementando in maniera esponenziale – ed in conformità
all’art. 111 Costituzione – l’effettiva conoscenza degli atti e delle
informazioni processuali.



Il servizio copie per gli avvocati viene effettuato con rilascio su formato
elettronico (pen drive – CD ROM) o cartaceo, utilizzando stampanti di rete,
senza più alcun intervento manuale degli operatori.



All’esito della fase dell’udienza preliminare, la produzione cartacea che è
maturata viene a sua volta "inserita" nel documento digitale, pronta per
l’utilizzo successivo (appello, archiviazione definitiva, giudizio in fase
dibattimentale).



Il formato prescelto garantisce l’integrità del documento, la possibilità di
inserire file multimediali (video, audio: registrazione audio/video di
interrogatori in carcere, originali audio relativi ad intercettazioni
telefoniche in ordinanze di custodia cautelare, subito ed immediatamente
disponibili con un semplice "click" al giudice, al pm, al difensore e allo
stesso indagato), firme digitali, sistemi di sicurezza e riservatezza in grado
di assicurare i più alti standard richiesti dalla normativa vigente.



La sperimentazione ha interessato – e continua a farlo – il 100% dei processi
arrivati alla fase dell’udienza preliminare, con la "digitalizzazione" di oltre
240 fascicoli, per oltre 140 mila pagine.



Tutte le fasi di creazione dei fascicoli digitali sono state gestite
esclusivamente con personale interno.



Alla sperimentazione è stato associato un attento studio di valutazione
economica, diretto a comparare in un rapporto costs-benefits il sistema di
rilascio copie "tradizionale" e quello a seguito della realizzazione del formato
digitale, emergendo – a fronte di una qualità del servizio nemmeno paragonabile
con la precedente – inequivocabili risparmi di spesa e addirittura rilevanti
"profitti" per l’amministrazione della giustizia, in riferimento alla
riscossione dei diritti di copia.



Il successo della sperimentazione presso il "pubblico" (entusiastico
apprezzamento da parte degli Avvocati dell’intero distretto di Corte d’Appello)
e il personale interno (con risparmio di "tempo" per il lavoro delle Cancellerie
valutato intorno al 50%) ha comportato la necessità di integrare la progressiva
realizzazione della banca dati costituita dai fascicoli digitali con soluzioni e
politiche:



1) per la "sicurezza" idonee ad assicurare l’integrità dei dati e la
riservatezza degli stessi;



2) per la piena fruibilità delle informazioni contenute nella banca dati agli
autorizzati, e secondo le specifiche funzioni svolte;


 


3) per l’accessibilità alla banca dati dall’"esterno" agli autorizzati
(principalmente difensori);


 


Si stanno attualmente valutando applicazioni in grado di assicurare le funzioni
e i criteri di cui ai punti precedenti, nonchè di:


 


4) "automatizzare" i passaggi che caratterizzano la realizzazione del fascicolo
digitale, con idonee procedure di controllo, dall’acquisizione del documento
mediante scanner al corretto invio nella directory di destinazione;


 


5) concepire la realizzazione del fascicolo digitale come un qualcosa di
dinamico, vivo, in evoluzione, dove a fianco delle acquisizioni dal cartaceo
devono sempre più inserirsi documenti in formato digitale "originali", prodotti
dalla Polizia Giudiziaria, dai Cancellieri, e soprattutto dai magistrati e
avvocati, atti ufficiali e autenticati con firma digitale, in piena conformità
alle indicazioni del Codice della Amministrazione Digitale approvato dal
Consiglio dei ministri in data 11 novembre del 2004.



Questa nuova fase sperimentale, tende a realizzare gli obiettivi da 1) a 5),
attraverso soluzioni "esportabili" e pienamente "compatibili", a prescindere
dalle procedure di realizzazione dei fascicoli (in formato PDF) alle altre fasi
del processo.



In sostanza, un sistema "aperto", dove il documento in formato PDF (il nostro
fascicolo in fase di evoluzione) venga associato a politiche di sicurezza e
riservatezza differenziate in relazione alle varie fasi e ai singoli operatori,
si formi in via progressiva da acquisizioni scanner e documenti digitali
originali, sia sottoposto a controlli automatici in ordine al rispetto dei
parametri per la sua formazione.



Due le premesse essenziali, che hanno caratterizzato l’intero progetto dalle sue
origini:


 


1) l’utilizzo di SW commerciali, disponibili sul mercato, che non dovevano
richiedere particolari sviluppi per essere adattati alle esigenze della nostra
organizzazione di lavoro e ai nostri obiettivi;


 


2) che la soluzione adottata assicurasse per tutti gli operatori coinvolti la "Pareto
efficienza", ovvero l’immediata percezione di collaborare ad un sistema di
organizzazione del lavoro che migliorasse da subito la personale posizione.


 


Da

https://www.litis.it

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