Riforma delle professioni. Gli avvocati contestano Castelli: Con l’articolo unico si fa un passo indietro

 


Michelina Grillo, presidente
Oua:
«Un’operazione
politica che non convince.

Castelli contraddice se
stesso e peggiora la sua proposta del 29 gennaio. Il contenuto dell’articolo
unico diffuso oggi è minimale e generico – in palese e stridente contraddizione
con il testo assai dettagliato diffuso giorni fa. Non norma di fatto nulla, apre
numerosi e pericolosi varchi alla “deregulation”, lascia inalterati gli
ordinamenti attuali con un incomprensibile rinvio di salvaguardia a non meglio
individuate leggi speciali. Di certo non soddisfa l’esigenza, comune all’intero
mondo professionale, di chiarezza e organicità della disciplina: la
competitività del sistema professionale, e con esso quella del paese,
difficilmente potranno giovarsi di una norma siffatta».

 


Questa è stata la prima reazione dell’Oua alla notizia del progetto del
ministro Castelli di inserire nel decreto legge sulla competitività un articolo
unico per regolare gli aspetti urgenti della futura riforma delle professioni.
L’Oua annuncia battaglia e conferma che questo sarà uno dei temi che saranno
trattati nell’assemblea prevista per i giorni 25 e 26 febbraio, a Roma. Inoltre,
la posizione dell’avvocatura italiana sarà illustrata al Ministro dal
Presidente dall’Oua, Michelina Grillo, in occasione dell’incontro programmato
per il 4 marzo prossimo.


 


Michelina Grillo, ha cosi’ continuato: «
Appare
francamente inaccettabile il metodo sino ad oggi seguito per la riforma delle
professioni: consapevoli di aver profuso ogni migliore energia per collaborare
attivamente a definire la nuova normativa, cimentandosi via via su più e più
diversi testi, i professionisti e gli avvocati italiani chiedono al Ministro
come mai, dopo l’inspiegabile abbandono dei risultati prodotti dalla commissione
ministeriale da lui stesso insediata, sui quali si era registrato il
significativo consenso di tutte le espressioni del mondo professionale, si sia
oggi giunti ad abbandonare improvvisamente anche il più recente testo,
presentato soltanto il 28 gennaio scorso e sul quale la disamina, ancorchè
fortemente critica, era ancora in corso, e cio’ in favore di una norma scarna ed
insoddisfacente, contenuta in un unico articolo e destinata ” pare ” ad essere
inserita nell’ambito del provvedimento sulla competitività.

Si tratta di un
provvedimento che, a ben vedere, lascia irrisolte tutte le questioni sulle quali
si è registrato nel corso di questi ultimi anni un ampio dibattito e trancia di
netto l’ambizioso e lodevole proposito di pervenire ad una riforma complessiva
dell’assetto delle professioni, regolamentate e non, che ne consentisse un
armonico e più moderno sviluppo, nel rispetto di principi e valori da ritenersi
inalienabili. Tutto cio’ è un evidente passo indietro».

 

https://www.litis.it

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