Torna il mendacio bancario. E finalmente il Ddl risparmio approda al Senato

Sul falso in
bilancio restano i contrasti tra maggioranza e opposizione mentre sui poteri di
Bankitalia restano i malumori all’interno del centrodestra

Dopo un anno di discussione, la riforma del risparmio passa a Palazzo Madama.
L’Aula di Montecitorio ha approvato il Ddl che, tra le altre norme
ripristina il reato di mendacio bancario. Ma le norme sul falso in bilancio
approvate ieri non trovano d’accordo maggioranza e opposizione. La lunga
permanenza del testo in commissione era dovuta anche alla ricerca di un ampio
consenso, che pero’ all’atto pratico non c’è stato, non solo per i contrasti
tra Centrodestra e Centrosinistra, ma anche all’interno della maggioranza stessa
(da vedere ad esempio le diverse posizioni dei presidenti delle commissioni
Attività produttive e Finanze, Giorgio La Malfa e Bruno Tabacci che mercoledi’,
dopo il voto sui poteri della Banca d’Italia, si sono dissociati
dall’atteggiamento della Cdl).
Soddisfazione, in genere comunque, è stata espressa dai rappresentanti del
Governo, a partire dal ministro per l’attuazione di Governo, Claudio Scajola:
"Con la legge sulla tutela del risparmio, il Governo Berlusconi consegue un
altro importante obiettivo e continua nell’attuazione del suo programma. Dopo
gli ultimi scandali finanziari – Cirio, Parmalat – i risparmiatori avevano
diritto ad essere maggiormente tutelati e garantiti. Avevano diritto a una
maggiore trasparenza per i fondi e i prodotti finanziari. Ora, con l’aiuto di
questa riforma, il cittadino che vuole investire e far fruttare i suoi risparmi
si sentirà più sicuro e potrà, dunque, dare anche il suo contributo alla
ripresa economica del Paese". "Con il mantenimento, inoltre, del mandato a vita
del Governatore della Banca d’Italia – ha continuato Scajola – si è scelta la
strada della stabilità di una importante istituzione del Paese. Che
l’opposizione non colga la novità e l’importanza di questa riforma non
meraviglia. Ormai il centrosinistra si è specializzato nella demolizione di
tutto cio’ che di buono ha fatto e sta facendo il Governo". Ma ancora ieri, le
dichiarazioni del senatore centrista, Maurizio Ronconi, confermano una
spaccatura all’interno del Centrodestra sui poteri di Bankitalia: "E’ difficile
– ha detto Ronconi – dare torto a Bruno Tabacci, rilevando che, dopo tutto
quello che è avvenuto a danno dei risparmiatori, appare francamente difficile
immaginare nella finanza italiana santuari intoccabili oltre che un intreccio
inestricabile di poteri e conflitti di interesse". Concentrare tutti i poteri a
Palazzo Koch e lasciare il mandato del governatore senza termine secondo Ronconi
"non risolve la questione della trasparenza a favore dei risparmiatori e offre
insufficienti garanzie in più rispetto al passato". "Quello che è certo – ha
concluso – è che ora bisognerà farsi carico delle vicende di tanti
risparmiatori truffati e non limitarsi furbescamente a garantire, parzialmente,
solo il futuro deliberando per il passato un condono delle responsabilità".
Di "riformicchia" ha parlato il Centrosinistra, una occasione mancata per il
vicepresidente dei Ds alla Camera, Mauro Agostini. Particolarmente negativo il
parere sulla norma che disciplina il falso in bilancio. "Con questo tipo di
norma – ha detto Roberto Pinza, Ds – non si perseguirà nessuno, una norma messa
a punto da un governo molto sensibile all’esempio americano, ma vorrei ricordare
che con la Sarbanes-Oxley, approvata all’indomani dello scandalo Enron, gli
americani hanno introdotto sanzioni molto dure per chi commette questo reato, il
contrario di quanto è avvenuto qui". Secondo Agostini, inoltre, le soglie di
punibilità troppo alte consentiranno agli amministratori di "costituire fondi
neri". L’ex relatore di minoranza, Sergio Gambini (Ds), dimessosi all’indomani
dell’ennesimo scontro con il Centrodestra, ha posto l’accento sullo svuotamento
del provvedimento nel passaggio dalla commissione all’Aula: "il requisito della
trasparenza nella compagine governativa per individuare i paradisi fiscali, il
potere della Consob di dichiarare l’incompatibilità a ricoprire cariche sociali
di soggetti condannati in primo grado per reati economici, e sono state ridotte
le incompatibilità per le società di revisione". Inoltre, "le nuove norme
sulla vigilanza sono state cassate con un tratto di penna".
Il testo, comunque, con tutte le sue problematiche passa adesso al Senato, dove
per il presidente della commissione Finanze, Riccardo Pedrizzi (An), il testo
avrà una strada più semplice, dal momento che i nodi principali sono stati
sciolti a Montecitorio. (p.a.)

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