Affido condiviso, la Camera ci prova

La proposta di legge
sull’affidamento condiviso dei figli, che sancisce il principio della bi
genitorialità ( cioè il
diritto dei figli a continuare ad avere rapporti tanto con la
madre che con il padre anche dopo la separazione) ha iniziato ieri il suo iter
nell’aula della Camera, con la discussione delle linee generali.
Il principio ha da tempo trovato applicazione in Europa: in Svezia, Grecia e
Spagna fin dal 1981; nel Regno Unito dal 1991; in Francia dal 1993; in Belgio e
Russia dal 1995; in Olanda e Germania dal 1998. In particolare, ha
osservato il relatore Maurizio Paniz ( Forza Italia), il sistema attuale non
tiene conto di un principio stabilito a livello internazionale dalla
Convenzione sui diritti del fanciullo, sottoscritta a New York il 20 novembre
1989 e resa esecutiva in Italia con
la legge n. 176 del 1991. In questa
Convenzione si fa esplicito riferimento alla bi genitorialità come principio
cardine dell’ordinamento, del tutto trascurato pero’ dall’articolo 155 del
Codice civile.
Il testo tende a modificare l’attuale normativa in materia di affidamento dei
figli in caso di separazione, che si basa sul principio dell’affidamento
esclusivo. Secondo la relazione al provvedimento, nell’ 86% dei casi i figli
vanno alla madre.
L’intervento su questo tema è atteso da una decina d’anni. Sulle "
guerre" per l’affidamento dei figli in caso di separazione, solo in questa
legislatura, sono state presentate otto proposte di legge. Oltre
all’affidamento dei figli in modo condiviso a entrambi i genitori, il testo
all’esame dell’assemblea di Montecitorio contempla l’intervento sui genitori di
un centro di mediazione familiare qualora il giudice lo consigli, oltre al
ricorso al mantenimento diretto dei figli, con l’eventualità di un assegno
perequativo se i redditi dei coniugi che si separano sono diversi, tenendo
conto di una serie di elementi come le esigenze del figlio, il tenore di vita
da questi goduto durante la convivenza con entrambi i genitori, le loro risorse
economiche, i tempi di permanenza con ciascun genitore, « la valenza economica
dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore » .
Trasversale il consenso delle forze politiche sull’opportunità di affidare i
figli a entrambi gli coniugi in caso di separazione. Ma i Ds, con Beatrice Magnolfi,
hanno mosso riserve sul fatto che l’affidamento condiviso possa scattare anche
in modo coattivo. Il nodo più importante da sciogliere sta nella condivisione
dell’affidamento dei figli nel caso di separazioni con forte conflittualità;
un aspetto su cui il
Centro sinistra non nasconde perplessità. « Non si possono forzare per legge ”
ribadisce Magnolfi ” i comportamenti delle persone, invadendo in maniera rigida
la sfera complicatissima delle relazioni personali e affettive » .
Ma anche Tiziana Valpiana, di Rifondazione comunista, ha messo in luce come il
progetto di legge sia tagliato più sulle esigenze degli adulti che su quelle
dei figli, trascurando una realtà che vede la conflittualità come un elemento
fisiologico delle separazioni. Giovanni Negri, Il Sole 24 ore

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