Liste elettorali: se il pubblico ufficiale dice che le firme sono vere così è – Consiglio di Stato, Sezione V, Ordinanza n. 1419 del 22/03/2005


Alternativa
Sociale di Alessandra Mussolini torna alle urne. Palazzo Spada smentisce il
Tar. Bisognerebbe prima accertare la falsità delle dichiarazioni di autentica.
E in ogni caso la legge elettorale non prevede un potere di revoca dell’ammissione

"Alternativa sociale" concorrerà alle prossime amministrative. A
rimetterla in gioco è stato ieri il Consiglio di Stato (ordinanza 1419/0) che,
rovesciando il verdetto del Tar Lazio (ordinanza pubblicata sul quotidiano del
19 marzo scorso), ha accolto il ricorso di Alessandra Mussolini contro
l’esclusione del suo schieramento politico dalle elezioni regionali del Lazio.
"Alternativa sociale" potrà quindi partecipare regolarmente alla
competizione elettorale del Lazio. In un primo momento la lista fondata da
Alessandra Mussolini era stata esclusa dalla Corte d’appello di Roma in seguito
a delle presunte irregolarità nella raccolta delle firme necessarie a
sostenerla, decisione confermata la settimana scorsa dal Tar Lazio.
Palazzo Spada, nell’ammettere la lista della nipote di Benito Mussolini, ha
chiarito che per l’autenticazione delle firme dei sottoscrittori di un
movimento politico il pubblico ufficiale deve garantire che la firma sia stata
apposta in sua presenza dopo aver accertato l’identità del cittadino che
sottoscrive. Ma non solo. Deve indicare anche le modalità di identificazione,
ossia la data e il
luogo in cui è avvenuta l’autenticazione, il proprio nome e cognome, la
qualifica rivestita nonchè deve firmare per esteso e apporre anche il timbro
dell’ufficio. Per cui è il pubblico ufficiale che deve accertare l’identità
dei cittadini indicati a margine di ciascun nominativo.
Inoltre, hanno aggiunto i giudici di Piazza Capo di Ferro, la legislazione in
materia elettorale non prevede un potere specifico di revoca dell’ammissione
delle liste.
Infine, ha concluso Palazzo Spada, era comunque indispensabile instaurare un
contraddittorio con il leader di "Alternativa sociale" sulle
circostanze che ne hanno determinato la revoca dall’ammissione alle prossime
amministrative.
"Finalmente il Consiglio di Stato – ha commentato a caldo Alessandra
Mussolini – ha dimostrato che c’è una giustizia e un’amministrazione
trasparente. Non ci speravo più: sono distrutta ma felice". Di segno
opposto il commento del capogruppo leghista alla Camera Alessandro Cè.
"Sulla base dei dati inequivocabili che abbiamo a disposizione secondo i
quali le firme non erano veritiere – ha detto – la decisione del Consiglio di
Stato mi appare sconcertante".
"Abbiamo ricevuto colpi bassi – ha dichiarato, invece, l’avvocato Federico
Vecchio, uno dei legali del collegio difensivo della Mussolini – e in questo
momento raccogliamo la soddisfazione per l’accoglimento del ricorso da parte
del Consiglio di Stato". E ha aggiunto "abbiamo subito degli attacchi
sgradevoli ma abbiamo fatto una difesa esclusivamente basata su circostanze
tecniche".
Esiste pero’ anche una remota possibilità che la data del voto venga rinviata
in quanto "Alternativa sociale" ha avuto meno dei canonici 15 giorni
di campagna elettorale previsti dalla legge. Sembra più probabile che la lista
riammessa accetti una "riduzione" del tempo per la propaganda,
confermando cosi’ l’appuntamento del 3 e 4 aprile. La decisione finale spetterà
comunque agli uffici della Regione Lazio, una delle sei Regioni che si è
dotata di una propria legge elettorale, e non a quelli del Viminale.
Cristina Cappuccini, Diritto & Giustizia

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