Riforme, Senato approva la nuova Costituzione. L’Unione abbandona l’aula per protesta.


Roma, 23 mar. (Adnkronos/Mak)
Il Senato ha approvato in seconda lettura il ddl di riforma della seconda
parte della Costituzione. Il via libera alla nuova ‘Cartà che ha tra i suoi
punti forti devolution e premierato è stato ottenuto con 162 voti a favore e 14
contrari. L’Unione ha abbandonato l’aula al momento della votazione. Trattandosi
di una modifica costituzionale, la legge dovrà fare un altro passaggio alle
Camere. Poi ci dovrebbe essere il referendum, invocato dall’opposizione a difesa
della Costituzione.

Da Bruxelles, il premier
Silvio Berlusconi
dice che si tratta di una riforma ”migliorativa del nostro assetto
istituzionalè’ e ”condivisà’ da tutte le forze della Cdl. Poi interviene sui
tempi della consultazione popolare. ”Io penso che il voto si debba tenere dopo
le politiche – ha detto il Cavaliere – perchè non vorremmo che questo argomento
metta da parte e in secondo piano quelli che invece saranno i programmi del
governo, l’esplicitazione dei suoi risultati, con l’orgoglio di aver mantenuto
la stabilità dell’esecutivo onorando gli impegni assunti”.

Sorrisi e strette di mano
tra i ministri leghisti. Dopo aver ritirato ufficialmente le dimissioni, il
ministro Roberto Calderoli
ringrazia ”tutti”: a cominciare dai senatori, ”nonostante quello che è stato
scritto e che si è detto”, poi ”un ringraziamento a Umberto Bossi e ai saggi
di Lorenzago”. Poi se la prende con i tricolori sventolati dall’opposizione:
”Io i miei simboli li mantengo sia dentro che fuori. Qui ho visto sventolare il
tricolore e invece continuo a vedere tante bandiere rosse e basta alle
manifestazioni della sinistra. E’ una vergognà’.

Il voto finale è stato
segnato da una nuova bagarre in aula. L’Unione ha protestato alzando uno
striscione tricolore e il presidente Marcello Pera ha sospeso la seduta per
alcuni minuti. Poi la ripresa per le dichiarazioni di voto finali. Ma Pera
interviene nuovamente per pregare i senatori del centrosinistra di sciogliere i
nastri tricolore che erano stati avvolti ai loro microfoni in aula.

L’opposizione parla di
”ricatto politico” da parte della Lega. Mentre il leader dell’Unione
Romano Prodi
definisce quello di oggi ”un altro grande passo negativo nella vita del nostro
paesè’. Basta vedere lo svolgimento dei lavori al Senato. ”L’opposizione è
uscita dall’aula sventolando il tricolore – sottolinea il Professore – La
riforma sta per essere approvata con un solo ministro presente in aula. Che è
Castelli, pensate. Non faccio commenti”.

Parla chiaro, invece, il
presidente dei Ds, Massimo D’Alema:
”Un testo nato male, perchè una forza politica assai piccola ha imposto il
tema della devolution che nessun cittadino normale sa cosa sià’ e votata
”sotto una minaccia di dimissioni di un ministro, che è il massimo del ricatto
politico”.

”Di strappo
costituzionalè’ parla il segretario dei Ds,
Piero Fassino
, mentre il presidente
della Margherita, Francesco
Rutelli
, chiede che il referendum contro la riforma costituzionale
vada fatto prima delle elezioni politiche del 2006. ”Varrebbe la pena arrivare
alla prossima legislatura essendoci sbarazzati di questa riforma -ha detto
Rutelli- con un nuovo governo di centrosinistra e senza l’ipoteca di queste
sciagurate modifichè’.

 

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