Corte costituzionale, Violante rinuncia alla candidatura

Roma, 24 mag.
(Adnkronos/Ign) – Il
giorno dopo il richiamo dei presidenti delle Camere a procedere in fretta alla
scelta dei due giudici della Consulta, arriva la rinuncia alla candidatura del
diessino Luciano Violante. Dopo aver appreso dal presidente dei deputati di
Forza Italia che la maggioranza intende proporre per la Corte due candidati non
politici, infatti, Violante – che s’era detto disponibile a candidarsi nel caso
d’un ”consenso largamente maggioritario del Parlamento" – in una lettera
inviata al leader dell’Unione Romano Prodi sottolinea come "insistere sul
mio nome produrrebbe divisioni e conflitti su scelte che per la stessa funzione
della Corte Costituzionale dovrebbero essere invece rapide e largamente
condivisè’.

”Ritengo pertanto che non siano presenti le condizioni per quella mia
disponibilità", afferma Violante, aggiungendo che ”d’altra parte, i
presidenti delle Camere hanno autorevolmente manifestato la necessità di
evitare al Parlamento ulteriori ritardi che lederebbero il suo prestigio e la
sua credibilità. La mia decisione intende rispondere anche a questa
esigenzà’.

Nella lettera inviata a Prodi l’esponente diessino aggiunge inoltre che ”il
presidente del gruppo dei deputati di Forza Italia mi ha comunicato che la
maggioranza ritiene opportuno proporre per la Corte Costituzionale due
candidati non politici e ha indicato il nome del professor Claudio Chiolà’.

Oggi, intanto, una riunione dei capigruppo del centrosinistra ha deciso che
l’Unione non parteciperà alla seduta comune del Parlamento convocata domani
per eleggere i due giudici costituzionali di nomina delle Camere, giudicando
”inaccettabilè’ il metodo seguito dalla Cdl, che a ventiquatt’ore dal voto ha
indicato appunto il nome di Claudio Chiola come candidato del centrodestra

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