Misure cautelari. A seguito di chiamata di correo sono necessari riscontri individualizzati – CASSAZIONE PENALE, Sezione I, Sentenza n. 19867 del 25/05/2005

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In materia
cautelare, la chiamata di correo puo’ costituire grave indizio di colpevolezza
solo quando è sorretta da riscontri esterni individualizzanti. E’ questo il
principio espresso dalla Corte di Cassazione nella sentenza della prima sezione
n. 19867/2005. La Corte, dopo aver dato atto dei diversi orientamenti che
escludono la necessità degli elementi individualizzanti ovvero che richiedono
la presenza di riscontri solo “parzialmente individualizzanti”, definisce i
gravi indizi cautelari, alla stregua della nuova disciplina dell’art. 273 c.p.p.,
come una “prova allo stato degli atti”, valutata dal giudice in una fase in cui
la formazione del materiale probatorio è ancora in itinere e non è stato
sottoposto al vaglio del contraddittorio dibattimentale. In definitiva, la nuova
formulazione dell’art. 272 a seguito dell’intervento della L. 63/2001 ha voluto
configurare un “giusto processo cautelare”, all’interno del quale solo
l’individuazione del riscontro è in grado di fondare la capacità dimostrativa
e la persuasività probatoria della chiamata in correità e, per il loro
tramite, la razionalità della decisione cautelare.


 

Allegato pdf :


Sentenza n. 19867 del 4 maggio 2005 – depositata il 25 maggio 2005

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