Pisanu: ”Il terrorismo bussa anche alle porte dell’Italia ma ‘nessuno pensa a leggi eccezionali
Roma 12 lug.
(Adnkronos/Ign) – Dopo le stragi di Madrid e Londra, ”devo dire che il
terrorismo bussa anche alle porte dell’Italià’. E’ la constatazione del
ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu che sta riferendo alla Camera sugli
attentati di Londra.
”Prego perchè i fatti mi diano torto e, nello stesso tempo, sento l’obbligo di
fare tutto il possibile per continuare a tenere ben salde le porte di casà’,
ha continuato. ”L’esistenza di questa minaccia contro il nostro paese non è
avallata da elementi precisi e inconfutabili. Tuttavia -ha proseguito il
responsabile del Viminale- la valutazione di circostanza e indizi convergenti
ci spinge a considerla possibile, come ha detto subito il presidente del
Consiglio. Ecco perchè abbiamo reagito alle prime notizie provenienti da
Londra, considerando anche l’ipotesi, improbabile ma paventata, che l’attacco
potesse avere un seguito immediato in Italià’. Di qui le ”disposizioni
urgenti” impartite da Pisanu ”per adeguare i livelli di allarme
antiterrorismo”.
Ma, sottolinea il titolare del Viminale, ”nessuno pensa a leggi eccezionali”.
”Non possiamo limitare la libertà dei cittadini per combattere i nemici della
libertà. Se lo facessimo concederemmo loro una autentica vittorià’. Per
Pisanu bisogna agire su ”limitate modifiche degli istituti già in vigorè’
cosi’ da mantenere ”intatto il quadro delle garanzie previste dall’ordinamento
giuridico e costituzionalè’.
Tra le misure auspicate da Pisanu l’estensione ”alle attività antiterrorismo
istituti quali i colloqui investigativi, oggi espressamente previsti solo per
la criminalità organizzata; il permesso di soggiorno per motivi investigativi,
che attualmente è consentito solo per la tratta di esseri umani”;
”l’unificazione della disciplina per le procedure di identificazione
personale, portando a 24 ore anche il fermo di polizia giudiziarià’.
Il ministro ha poi chiuso il suo intervento a Montecitorio con un appello
all’unità politica: ”Contro il terrorismo islamico dobbiamo evitare divisioni
e ricercare invece orientamenti comuni in larga concordia
politico-istituzionalè’


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