Nulle le multe inflitte ‘a distanzà in quanto non consentono una credibile valutazione dell’infrazione – Cassazione Civile, Sezione I, Sentenza n. 15324/2005
La Corte di
Cassazione spezza una lancia in favore degli automobilisti tartassati dalle
multe e sancisce che sono da stracciare le contravvenzioni inflitte dai vigili
‘a distanzà. Una distanza superiore ai cento metri, osserva piazza Cavour, non
puo’ ”consentire una credibile valutazione ”, dunque, la multa finirà nel
cestino. Sulla base di questo principio, la Prima sezione civile (sentenza
15324/05) ha dichiarato nulle due contravvenzioni inflitte a Gennaro B., un
automobilista di Bressanone che si era visto arrivare a casa tre multe relative
ad altrettante violazioni del Codice della strada commesse il 21 dicembre 2000.
Nel verbale redatto dalla polizia municipale del luogo, si contestava al signor
Gennaro di avere oltrepassato un incrocio malgrado il semaforo rosso, di avere
effettuato il sorpasso di altri veicoli lenti o in lento movimento portandosi
nella parte sinistra della carreggiata, e di non avere regolato la velocità in
prossimità dell’incrocio. Tutte infrazioni del Codice della strada che prevedono
una sanzione, ma che sono state inflitte da una distanza di circa 150 metri. Il caso è
finito cosi’ davanti al Giudice di Pace di Bressanone che, nel maggio 2001,
convalidava la multa all’automobilista per quel che riguarda il passaggio
dell’incrocio nonostante il
rosso, mentre annullava le altre due contravvenzioni sul
rilievo perchè ”dalla posizione in cui l’agente si trovava ”, circa 150 metri, sicuramente
”aveva potuto accertare che l’attraversamento era avvenuto nel momento
dell’interdizionè’, ma la distanza dall’incrocio ”era tale da non consentire
una credibile valutazione ”. Il comune di Bressanone ha presentato ricorso in
Cassazione, facendo notare che era ”contraddittorio ritenere il vigile
attendibile per una infrazione e non per le altre due ”. Ma la Suprema Corte
ha respinto il ricorso del comune poichè ”è probabile che il vigile abbia
potuto osservare soltanto la parte finale della manovra di sorpasso
effettuatà’ dall’automobilista ”ricevendo l’impressione di una velocità eccessiva
e di un sorpasso irregolarè’, la distanza, secondo gli ‘ermellini’ era tale da
”non consentire una credibile valutazionè’.



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