Terrorismo, Pisanu: ”Indizi di possibile attentato in Italià’

Il ministro
dell’Interno: ”L’incombere della minaccia terroristica internazionale di
matrice islamica costringe a uno stato di allarme intenso e prolungato”

 

”Circostanze e indizi
convergenti” inducono ”a considerare possibile un attentato nel nostro Paese”,
sia pure ”in assenza di elementi precisi e inconfutabili e a prescindere dalla
ridda delle rivendicazioni di questi ultimi giorni”. Lo ha sottolineato il
ministro dell’interno, Giuseppe Pisanu, intervenendo al Senato in occasione
della conversione in legge del decreto del 27 luglio contenente le nuove misure
per il contrasto del terrorismo internazionale.

”L’incombere della minaccia terroristica internazionale di matrice islamicà’
costringe, ha aggiunto Pisanu, ”a uno stato di allarme intenso e prolungato” e
”non lascia spazio a divisioni di sorta. Esige invece orientamenti comuni in
un clima di larga concordia politico-istituzionalè’.

L’attentato del 23 luglio scorso a Sharm el Sheikh ”non è giunto in atteso. A
parte taluni segnali – ha rilevato – era stato anche preannunciato da una dura
invettiva lanciata nel giugno scorso da Al Zawahiri, leader della jihad
egiziana e numero due di Al Qaeda; e, poco dopo, dall’uccisione in Iraq
dell’ambasciatore egiziano, il primo diplomatico arabo accreditato a Baghdad”.

”Fino ad ora non disponiamo di elementi certi che consentano di stabilire un
legame diretto tra gli attentati di Londra e di Sharm el Sheikh. Si puo’ solo
intuire – prosegue Pisanu – un disegno politico che, da un lato conduce al
contesto mediorientale e dall’altro al progetto jihadista di colpire insieme la
‘alleanza crociatà e i paesi ‘apostati’ che ne sostengono i presunti progetti
anti islamici”.

Telefonia e Internet,
dice ancora il ministro, sono ”la nuova frontiera della lotta al terrorismo e
alla criminalità” ed è infatti in questo campo che il decreto legge in
discussione al Senato apporta ”rilevanti innovazioni”. Sotto il profilo del controllo delle frontiere,
Pisanu ricorda che ferma restando la temporanea sospensione di Schengen decisa
dalla Francia, ”abbiamo intensificato la sorveglianza lungo i confini con
l’Austria e la Slovenià’.

Il titolare del Viminale ha comunque assicurato che nella lotta al terrorismo ”l’Italia non è certo
all’anno zero”. ”A parte infatti l’esperienza dura, diversa ma preziosa della
lotta al terrorismo interno”, dopo l’11 settembre ”abbiamo mobilitato vaste
energie, dando nuovo vigore alle nostre capacità di analisi, prevenzione e
contrasto”, sottolinea il ministro. ”Cosi’ che oggi – rileva – conosciamo le
moschee, le scuole coraniche, i centri culturali, gli altri luoghi di
aggregazione e il vasto sistema di relazioni che caratterizza la complessa e
ancora magmatica realtà dell’immigrazione islamica in Italia. Percio’ siamo in
grado di distinguere e valutare ragionevolmente rischi e opportunità. Questo
non ci mette a completo riparo dalla minaccia terroristica ma ci offre una base
solida per organizzare le nostre difesè’.

E conferma ”la necessità che in una fase come questa spetti al ministro
dell’Interno, unica autorità nazionale di pubblica sicurezza, imprimere
all’azione degli apparati amministrativi la massima unità di indirizzo e di
iniziativè’. ”Cio’, evidentemente – precisa – vale anche per il coordinamento
delle connesse attività di difesa civile e protezione civile, si tratti di
addestramento congiunto o di gestione e contenimento delle conseguenze di un
atto terroristico. Non rivendico, ovviamente, poteri eccezionali. Intendo
soltanto esercitare con tutta l’efficacia possibile quelli previsti dalle norme
vigenti”.

Pisanu ha di seguito ribadito il proprio ”‘no’ allo scontro di civiltà” e l’importanza di
”una sede stabile di consultazione della quale il ministro dell’Interno possa
avvalersi”, ovvero la nascente ‘consulta
per l’Islam italiano’
. ”Ho detto altre volte e lo ripeto –
sottolinea il responsabile del Viminale intervenendo al Senato – che non
possiamo confondere la minaccia del terrorismo islamico con la religione, la
cultura e la civiltà dell’Islam. Ribadiamo dunque il nostro ‘no’ allo scontro
di civiltà ma rinnoviamo i nostri sforzi per cogliere la concreta dimensione
internazionale del pericolo e fronteggiarlo al meglio, concertando una risposta
comune dinanzi a una minaccia sempre più chiaramente comunè’.

A suo giudizio, ӏ giunto il momento per istituire una sede stabile di
consultazionè’, la ‘consulta per l’Islam italiano’ che ”sarà chiamata ad
approfondire tutti i problemi che possono costituire ostacolo all’integrazione
e all’esercizio dei diritti civili”. La consulta ”dovrà muoversi nella
prospettiva della formazione di un Islam italiano, rispettoso della nostra
identità nazionale e delle nostre leggi e, allo stesso tempo, salvaguardato
nella sua identità e nelle sue differenze compatibili con il nostro
ordinamento”.

Poi, lasciando palazzo Madama, il titolare del Viminale ha detto che l’esame
del decreto contenente nuove misure per il contrasto del terrorismo ”sta
procedendo speditamente e in maniera costruttivà’ al Senato. ”Considerata
anche l’accoglienza riservata al mio intervento, sono indotto a credere che si
arriverà a una conclusione positivà’. ”Siamo aperti alla collaborazione. Il
decreto – ha aggiunto – è concepito con l’idea di arrivare a una conclusione
la più condivisa possibilè’.

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