Provenzano, il ritratto clinico del boss: non beve e non fuma

Le condizioni di
salute del capo di Cosa Nostra ricostruite grazie alle cartelle cliniche
sequestrate a Marsiglia

 

Palermo, 2 ago.
(Adnkronos) – E’ un uomo senza vizi, il superboss Bernardo Provenzano, 72 anni,
ricercato da ormai più di quarant’anni. Non beve alcolici, addirittura dice di
”odiare il vino”, non fuma, dorme senza dover fare ricorso ai sonniferi. Ecco
il suo ritratto clinico ottenuto dagli investigatori grazie alle cartelle
cliniche sequestrate a Marsiglia, dove il capo di Cosa Nostra si è fatto
operare per ben due volte, prima alla prostata e poi ad un braccio. Gli atti su
Provenzano sono stati depositati dai pm della Dda di Palermo nell’ambito
dell’inchiesta ‘Grande Mandamento’, chiusa nei giorni scorsi con la richiesta
di rinvio a giudizio per un’ottantina di persone. Le condizioni di salute di
Provenzano non sono, pero’, recenti, risalgono al periodo che va dal luglio
all’ottobre del 2003. Dalle carte depositate emerge anche che la procura ha
iscritto nel registro degli indagati un uomo, un politico di Villabate
(Palermo) con l’accusa di avere fornito al superboss Provenzano la carta
d’identità utilizzata poi per fare i ‘viaggi della speranzà dalla Sicilia
alla Francia. Si tratta di Francesco Campanella, 35 anni, dell’Udc, ex
presidente del Consiglio comunale del piccolo comune. Secondo gli
investigatori, che si sono avvalsi della collaborazione del pentito Mario
Cusimano, avrebbe dato la carta d’identità in bianco al clan di Villabate, che
poi sarebbe stata usata da Provenzano.

Spunta, inoltre, un quarto uomo, iscritto nel registro degli indagati, che
insieme alla ‘badantè italofrancese, il marito e l’amico si occupo’ del
superboss latitante durante la sua degenza in una clinica a Marasiglia nel
2003. Il suo nome è ancora top secret. I primi tre ad avere aiutato Provenzano
sarebbero stati Salvatore Troja, panettiere di Villabate (Palermo), agli
arresti da gennaio, la moglie Madeleine Orlando, che avrebbe fatto da ‘badantè
per il boss e Nicola Mandalà

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