Strage di Bologna, Ciampi: ”Sdegno resta vivò’. La piazza fischia Tremonti

”A un quarto di
secolo dall’infausto 2 agosto 1980, giorno in cui fu perpetrato il criminale
attentato alla stazione ferroviaria di Bologna, lo sgomento e lo sdegno per
tanta inaudita ferocia rimangono vivi nella coscienza civile degli italiani,
cosi’ come rimane viva la solidarietà per i familiari delle vittime
innocenti”. Lo scrive il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,
in un messaggio inviato al presidente dell’Associazione dei familiari delle
vittime della strage di Bologna, Paolo Bolognesi. Il presidente del Senato Marcello
Pera
scrive al sindaco di Bologna Sergio Cofferati:
”Anche quest’anno sento il bisogno di rinnovare il sentimento di solidarietà
di tutto il Senato della Repubblica e mio personale ai famigliari delle vittime
e all’intera cittadinanza. Bologna non dimentica, come testimonia l’orologio
della stazione, fermo all’ora della strage e che i cittadini non hanno mai
voluto venisse ripristinato”. ”Il terrorismo – sottolinea tra l’altro Pera –
non è un fenomeno legato al passato, nè è mai possibile abbassare la
guardia. Cosi’ oggi, a pochi giorni dalle stragi che hanno colpito
l’Inghilterra e l’Egitto, abbiamo nuovamente conferma che i terroristi
minacciano ancora lo svolgersi quotidiano e ordinato delle nostre democrazie.
Il terrorismo non vincerà”. Per il presidente della Camera Pier Ferdinando
Casini
: ”La compostezza dei bolognesi nell’affrontare
quella durissima prova e la tenacia con cui essi ne preservano anno dopo anno
la memoria – scrive in un messaggio al presidente del Comitato di solidarietà
alle vittime delle stragi, Sergio Cofferati, e a Paolo Bolognesi –
rappresentano un punto di riferimento importante in questi giorni tormentati,
in cui la minaccia del terrorismo si è confermata purtroppo una realtà
drammaticamente attuale, per l’Italia come per tutto il mondo libero e
democratico”

”Oggi voglio far prevalere il ricordo”, osserva il leader dell’Unione Romano
Prodi
, facendo ingresso nel cortile d’onore di Palazzo
d’Accursio, qualche minuto dopo la conclusione dell’incontro tra le istituzioni
comunali, provinciali e regionali e i parenti delle vittime della strage. Nel
prendere poi parte al corteo commemorativo, Prodi ammette: ”Si”’, il segreto
di Stato nega la verità. Il segreto di Stato ”riguarda la nostra legislazione,
non solo il problema della strage di Bologna. Non dobbiamo – esorta – tirarlo
fuori solo in occasioni singole e frammentate. Piuttosto è un problema che va
affrontato in modo generale, serio e organico”. E nell’ottica di uno
"Stato più trasparente, sempre e comunque in cui – sottolinea – il
segreto di Stato deve essere limitato e funzionale all’interesse comune".

Sulla questione torna anche il sindaco della città. Durante il suo intervento
dal palco, Sergio Cofferati chiede ”un
dispositivo per l’abolizione del segreto di Stato sulle stragi del terrorismo”
per chiarire ”un quadro troppo contradditorio” in cui ancora ”molte cose
rimangono da farè’. L’ex leader della Cgil giudica poi ”incomprensibili gli
atti di clemenza verso gli esecutori materiali della strage che mostrano
indifferenza e non sono colti da nessun pentimento”. Un discorso molto
apprezzato, quello di Cofferati, dal pubblico presente che lo ha accompagnato
in più punti con lunghi applausi e con qualche fischio solamente al termine,
quando il primo cittadino ha ringraziato le autorità.

Un coro di fischi ha accolto, invece, il discorso del vicepremier Giulio
Tremonti
sul palco delle autorità. Rivolgendosi a Sergio
Cofferati, l’ex ministro dell’Economia ha commentato: ”Bella piazza….”.
”Il terrorismo – ha detto tra l’altro Tremonti nel suo intervento – si è
trasformato, ma lancia sempre le stesse sfide: sfide ai valori di libertà e
democrazia, valori che sono alla base della nostra Costituzionè’.

Esponenti dei diversi schieramenti hanno criticato la reazione dei
manifestanti. ”Ognuno è libero di manifestare le sue opinioni ma i fischi in
una piazza come quelli di oggi sono davvero fuori luogo e oggettivamente
danneggiano la percezione di un atto cosi’ composto e cosi’ corale come è
sempre quello che si verifica a Bologna la mattina del 2 agosto”, è il
commento di Sergio Cofferati. Dura la reazione di Casini: ”Con l’odio e con
gli insulti non si onorano i nostri morti. Ancora una volta il macabro rituale
dei fischi offende Bologna e i suoi cittadini e rende il 2 agosto un giorno
ancora più nero e triste. Esprimo la più sentita solidarietà al
vicepresidente del Consiglio”.

Hanno preso parte al corteo che si è fermato a piazza Medaglie d’oro,
antistante la stazione di Bologna, il segretario dei Ds Piero Fassino, il
sindaco di Bologna Sergio Cofferati. Con loro anche il presidente della regione
Vasco Errani, il presidente della provincia Beatrice Draghetti,
l’europarlamentare Vittorio Prodi, l’ex sindaco di Bologna e senatore Ds Walter
Vitali e il capogruppo Ds alla Camera Luciano Violante. Nella piazza gremita di
gente, il presidente dell’Associazione dei familiari Bolognesi ha tenuto un
discorso quindi è stato osservato un minuto di silenzio, annunciato con tre
fischi della locomotiva.

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