VOTO IMMIGRATI: IL CDM BOCCIA L’ORDINANZA ADOTTATA DAL COMUNE DII GENOVA
Il Consiglio dei
ministri ha annullato la delibera del Consiglio comunale di Genova il 27 luglio
2004 che estende il diritto
di votare alle elezioni comunali e circoscrizionali ai cittadini stranieri
purchè in Italia da almeno 10 anni e in regola col permesso di soggiorno. La
decisione – rende noto Palazzo Chigi – è stata presa in via
"straordinaria" per illegittimità e a tutela dell’unità
dell’ordinamento come recita la legge alla quale fa riferimento. Il
provvedimento arriva tre giorni dopo che il Consiglio di Stato, interpellato
dal ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, aveva bocciato alcuni comuni
piemontesi, fra cui Torino, che avevano concesso il diritto di voto agli
stranieri. Un parere, quello del consiglio di Stato, motivato dal fatto che non
si possono concedere tali diritti a livello locale in mancanza di un’adeguata
regolamentazione nell’ordinamento nazionale. Il sindaco di Genova Giuseppe
Pericu ha fatto sapere di non escludere l’impugnazione del provvedimento di
fronte al giudice amministrativo ed ha auspicato "un’evoluzione
dell’ordinamento nazionale" aggiungendo che "il governo e il
Parlamento dovrebbero attivarsi in questa direzione anzichè stoppare d’autorità
i comuni". La deputata di Rifondazione comunista Graziella Mascia, capogruppo
in commissione Affari Costituzionali della Camera, boccia la scelta
dell’esecutivo definendola "scandalosa e discriminatoria". "I
migranti che vivono nel nostro territorio – ha detto la Mascia – devono essere
considerati cittadini a pieno titolo e devono godere del diritto di
elettorato". Anche il coordinatore dei Verdi, Paolo Cento, spara a zero
sul provvedimento affermando: "Altro che federalismo. Quello del governo è
un vero e proprio diktat contro una scelta autonoma da parte della città di
Genova". Di parere opposto Maurizio Gasparri (An), che accoglie con favore
la decisione del governo poichè "argina una deriva demagogica di diverse
amministrazioni locali" e afferma "il diritto di voto è
collegato alla cittadinanza. Si puo’ discutere sui criteri di concessione della
cittadinanza ma non si puo’ aggirare questo vincolo". Secondo il ministro
delle Riforme Roberto Calderoli (Lega) l’esecutivo "non ha dato uno
schiaffo al federalismo ma uno schiaffo all’illegalità e a quelli che pensano
che i terroristi sono ‘compagni che sbagliano’".


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