Coppie di fatto, i vescovi: ”Giù le mani dalla famiglià’

”Giù le mani dalla
famiglia e dal matrimonio”. Cosi’ si legge in una nota diffusa oggi dal Sir,
l’agenzia stampa della Cei. Una presa di posizione contro il
leader del centrosinistra Romano Prodi favorevole all’istituzione in Italia dei
Pacs (Patti di solidarietà civile), che segue a distanza di poche ore il duro
attacco al leader dell’Unione dall’Osservatore Romano, l’organo della Santa
Sede.

Dunque sia il Vaticano che la Cei, la conferenza episcopale italiana, criticano
l’apertura di Prodi attraverso i loro organi di stampa ufficiali. Il Sir, in
particolare, contesta anche che le affermazioni di Prodi siano una risposta a
Franco Grillini, esponente dei Ds e capofila del movimento gay, giudicato uno
dei sostenitori del matrimonio omosessuale.

Nella nota si sottolinea il rischio che scelte lesive della famiglia possano
passare ”per dosi omeopatiche, attraverso la vecchia politica dei piccoli
passi, prima equiparando nei fatti, poi in termini di diritto la famiglia ad
altre forme di unionè’. Su un’istituzione giudicata essenziale come quella
della famiglia ”bisogna uscire una volta per tutte – si legge nel testo –
dalla melassa indistinta del politicamente corretto, dei casi pietosi, dei
diritti dei singoli. E’ tempo di scelte: ognuno le faccia e se ne assuma la
responsabilità storicà’.

L’Italia non ha velleità zapateriane, come dimostra il recente referendum
sulla fecondazione assistita, afferma il comunicato del Sir. ”Hanno fatto
scalpore le dichiarazioni di Romano Prodi, all’inizio del suo percorso di
candidatura verso le politiche 2006
a proposito dei Pacs – inizia la nota del Sir dedicata
alla polemica in corso – cioè delle forme di riconoscimento civile delle
coppie di fatto. Prima di tutto per la scelta dell’interlocutore. Il
destinatario della lettera è, infatti, uno dei capofila delle rivendicazioni
per il matrimonio omosessuale. E poi per l’impressione di fare di tutt’erba un
fascio”.

Tali impressioni sono di fatto aggravate, secondo l’organo dei vescovi, ”dalla
prontissima replica di Franco Grillini che non esita a rivendicare questo
passaggio come una storica tappa per il movimento di cui è leader. Se ci sono
alcune cose chiare nel guazzabuglio del dibattito politico italiano, una di
queste è certamente che il Paese non ha alcuna velleità zapateriana.
Innanzitutto perchè la sinistra italiana ogniqualvolta si è lasciata tentare
da seduzioni radical-secolariste ha dovuto pagare pegno, come recentemente è
stato autorevolmente e sinceramente riconosciuto. In secondo luogo, perchè la
stessa esperienza spagnola dimostra che quella del matrimonio omosessuale non è
un’esigenza diffusa nella società, ma un’istanza ideologica e settorialè’.

”E qui sta il punto – si afferma nel testo reso noto dall’agenzia stampa della
Cei – non solo nel caso italiano, come dimostra anche la recente vicenda
californiana. Non appare in alcun modo giustificabile incutere un ”vulnus”,
come si diceva nel linguaggio aulico, oppure più sbrigativamente uno
”sbrego”, a un’istituzione più che millenaria come la famiglia, come
elemento essenziale di civiltà e di civilizzazione, per venire incontro a
rivendicazioni di persone o gruppi più o meno significativi”.

E proprio qui sta, secondo il Sir, ”il problema politico nel senso sostanziale
del termine, il problema ‘costituzionalè. La famiglia fondata sul matrimonio
di un uomo e di una donna è una delle istituzioni irrinunciabili della nostra
civiltà. Non è un bene disponibile per nessun singolo o nessun gruppo
organizzato. Insomma: giù le mani dalla famiglia e dal matrimonio”.

Anche oggi Romano Prodi è tornato sulle sue
dichiarazioni che tanto clamore hanno suscitato. ”Non ho mai pensato – ha
ribadito – al matrimonio nè alle adozioni. Questo è un modo voluto di
fraintendere il mio pensiero ed è una cosa per la quale sto soffrendo
moltissimo, ma vedo che la gente capisce che stiamo facendo un discorso civile,
serio e non confondendo i fondamenti del matrimonio con la necessità di
mettere a posto queste situazioni”.

Di ”polverone strumentalè’ sul leader dell’Unione parla il segretario dei Ds,
Piero Fassino, e difende di nuovo il
Professore anche la Margherita, che prende le distanze dall’Udeur. Il
capogruppo dei Dielle alla Camera, Pierluigi Castagnetti,
conferma che "il problema esiste e occorre dare una risposta. Quella di
Prodi ci trova d’accordo" e il coordinatore Dario Franceschini
stigmatizza ”l’esagerata aggressione da parte di alcuni partner della
coalizionè’. Un malcontento che stamattina si sarebbe respirato anche nel
corso dell’esecutivo della Margherita dove sarebbe crescente la componente di
chi nutre ogni giorno maggiori perplessità verso un’eventuale accordo
elettorale con Mastella

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