Fao, Ciampi: ”Coscienza si ribelli a povertà e malattiè’

Roma 17
Ottobre – Colmare l’eterno divario fra il Nord e il Sud del mondo, debellare
fame, povertà e malattie per garantire un’esistenza dignitosa a tutti gli
esseri umani e costruire le basi di una società non sottoposta ai ricatti del
terrorismo e dell’integralismo fondamentalista che proprio da quei divari
traggono alimento. Il presidente della Repubblcia
Carlo Azeglio Ciampi
interviene
all’apertura della cerimonia per la celebrazione del 60mo anniversario di
fondazione della Fao e traccia le linee auspicabili per interventi delle Nazioni
Unite. ”Dobbiamo colmare il solco, fatto di ingiustiza e di disperazione che
divide Paesi ricchi e Paesi poveri”, esorta Ciampi ricordando che proprio dal
quel solco ”traggono origine e alimento i fenomi che minacciano la sicurezza di
tutti noi: l’estremismo, il fondamentalismo, l’odio etnico”. In quest’ottica,
occorre ”arginare il lacerante divario tra il Nord e il Sud del mondo,
attraverso un piano d’azione rigoroso. La costruzione di un ordine mondiale più
giusto è, in primo luogo, un imperativo moralè’. Mentre ”una società che
spende centinaia di miliardi in armamenti e consente che ogni anno muoiano di
fame 5 milioni di bambini è una società malata di egoismo e di indifferenzà’.

Ciampi ribadisce ”l’impegno per l’Italia e mio personale a continuare nella
lotta alla fame, a sostenere la Fao con determinazione nella sua alta missione,
a rafforzare ulteriormente il vincolo speciale che lega l’Italia alla Fao”.
Infatti, ”la missione della Fao, a sessant’anni di distanza dalla sua
fondazione, è oggi più che mai indispensabile e attualè’. Il capo dello Stato
osserva che ”al di fuori del mondo industrializzato, centinaia di milioni di
esseri umani vivono la disperazione quotidiana di non trovare di che nutrirsi,
di non riuscire a dare la speranza di una vita dignitosa ai propri figli. Fame e
denutrizione stringono in una morsa letale popolazioni già vittime di terribili
malattie (Aids, malaria, tubercolosi), di guerre e di conflitti etnici. La
coscienza – sottolinea Ciampi – non puo’ non ribellarsi di fronte a questa
strage silenziosà’.

Poi osserva: ”I fattori chiave dello sviluppo sono gli stessi in ogni parte del
mondo: stabilità, legittimità democratica del governi, certezza del diritto,
rispetto dei diritti umani e civili, libertà economica, tutela del patrimonio
ambientale e delle proprie radici culturali. Creare queste condizioni, senza
disperdere preziose risorse in sanguinosi conflitti armati e nei mille rivoli
della corruzione, è compito primario dei beneficiari”. Infine esorta: ”La
povertà e la fame sono i più antichi nemici dell’umanità. Ma per la prima
volta nella storia, disponiamo dei mezzi per sconfiggerli, abbiamo le risorse
economiche, la tecnologia e il sostegno dell’opinione pubblica. Dipende soltanto
da noi”.

Il cardinale Angelo Sodano,
segretario di Stato Vaticano, porta alla cerimonia il saluto di papa Benedetto
XV. Dal Pontefice un monito: le leggi di mercato da sole non sono sufficienti a
vincere la lotta contro la fame nel mondo, dove ci sarebbe cibo sufficiente per
tutti, anche se il consumismo nei Paesi più sviluppati indica falsi bisogni e
copre quelli veri. ”Liberare l’umanità dallo spettro della fame, mediante la
promozione dell’attività agricola in ogni Paese, con un’effettiva cooperazione
tra gli Stati”, esorta Sodano ricordando i motivi originari della fondazione
dell’organizzazione delle Nazioni Uniti per l’alimentazione e l’agricoltura.
”Questo è un obiettivo sempre attuale – afferma – e che anzi diventa più che
mai urgente di fronte a una situazione mondiale, che vede popoli colpiti da
penose e ritornanti crisi alimentari, mentre vi sono altri Paesi in cui
l’abbondanza della produzione pone non pochi interrogativi sui loro modelli di
vità’. ”Diventa necessario – è l’esortazione finale di Sodano – riscoprire
prima di tutto il senso della persona umana, nella sua dimensione individuale e
comunitaria, cominciando dalla vita familiare da cui discendono il senso di
solidarietà e di condivisionè’.

Aprendo i lavori del vertice, che vede la partecipazione di 9 capi di Stato
oltre a dignitari e rappresentanti provenienti da tutto il mondo, il direttore
generale della Fao Jacques Diouf
osserva: ”La Fao riafferma solennemente il suo impegno a contribuire agli
sforzi internazionali per dare nuovo impeto alla lotta alla povertà
concentrandosi in particolare sulle cause della fame nel mondo”. Diouf
sottolinea allo stesso tempo come ”uno dei più importanti obiettivi raggiunti
nella seconda metà del ventesimo secolo sia il fatto che, con l’aiuto di
scienziati ed ingegneri, è stato possibile soddisfare le richieste di generi
alimentari della popolazionè’. Dal 1960, la proporzione della popolazione
mondiale che è denutrita è scesa dal 35 al 13%, aggiunge il direttore
generale, sottolineando d’altra parte come a tutt’oggi ”852 milioni di persone
continuino a soffrire la famè’.

Al vertice partecipano, tra gli altri, il presidente brasiliano Luis Ignacio
Lula da Silva – insignito oggi con la ‘Medaglia Agricolà -, il venezuelano
Chavez, il leader dello Zimbabwe, Mugabe, insieme a quelli di Bosnia-Erzegovina,
Botswana, Paraguay, Ecuador e Slovenia. Presente anche il vicepremier e ministro
degli Esteri, Gianfranco Fini.

Tra i primi a intevevnire il presidente venezuelano. ”Il pianeta puo’ essere
salvato, io sono ottimista, soprattutto – ha detto – se si guarda ai giovani,
che potranno guidare la rivoluzione morale per un nuovo socialismo nel XXI
secolo”. Dalla tribuna della Fao
Hugo Chavez
, accusa ”l’egemonia capitalista, colonialista e
imperialistà’ di voler uccidere il pianeta. Ma, grazie ”alla passione e alla
purezza che la gioventù ha e che sono necessarie per fare la rivoluzionè’, si
potrà guidare il mondo verso ”un socialismo fresco, nuovo e dinamico”, tuona
Chavez, che rivendica il suo essere ”cristiano e cattolico” e invoca Cristo
”in questa città eterna perchè annunci il regno dell’eguaglianza e della
libertà”. ”Il Venezuela – conclude il presidente, al termine di un discorso
di oltre mezzora al vertice per i 60 anni della Fao – è impegnato a
incamminarsi sulla strada della luce, della speranza e della vita come disse il
‘libertador’ Simon Bolivar. Viva la vita, evviva la pacè’.

Duro
contro gli Stati Uniti e la Gran Bretagna il leader dello Zimbabwe,
Robert Mugabe. ”Gli
Stati Uniti e la Gran Bretagna si sono arrogati il diritto di decidere per noi,
di interferire nei nostri affari, dov’è la loro democraticità?”. Replicando
alle proteste degli Stati Uniti, che hanno preceduto il suo arrivo a Roma,
Mugabe ha ricordato che anche lo Zimbabwe ”fa parte delle Nazioni Unite. Il mio
popolo – ha aggiunto – ha il diritto di decidere chi governerà e che partito
preferiscè’. Il leader africano ha poi colto l’occasione per attaccare il
presidente americano George Bush ed il premier britannico Tony Blair definiti
come ”due scellerati che proprio come Hitler e Mussolini hanno creato
un’alleanza scelleratà’. ”Non assisteremo al ritorno del colonialismo – ha
concluso il leader del paese africano – e non abbiamo bisogno di Stati Uniti e
Regno Unito come mentori”.

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