Alì Agca sarà scarcerato giovedì

Ankara, 9 gen.
(Adnkronos/Ign) – A quanto apprende l’ADNKRONOS, Ali Agca, l’attentatore di
papa Giovanni Paolo II,
sarà scarcerato dal carcere di massima sicurezza di Kartal giovedi’ verso
mezzogiorno. Il Tribunale di Istanbul ha firmato la scarcerazione di Ali Agca
il 20 dicembre scorso. ”Abbiamo tenuto la notizia segreta fino a ieri –
afferma al quotidiano turco ‘Sabah’
il legale dell’attentatore,
Mustafa Demirbag – ma ora non c’è più niente da nasconderè’. L’avvocato
dell’ex Lupo grigio, che sparo’ a
Giovanni Paolo II in piazza San
Pietro il 13 maggio ’81, dice
che Agca godrà di libertà condizionata e di aver inoltrato l’istanza di
scarcerazione ai giudici qualche mese fa.

All’uscita dal carcere di Kartel Maltepe, dove è riunchiuso dal 2000, quando
venne estradato dall’Italia a seguito della grazia concessa dal presidente
della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, Ali Agca sarà condotto prima al posto
di polizia militare di Pendik e successivamente all’ospedale di Istanbul Gata
Haydarpasa per controlli medici di routine.

Demirbag spiega che Agca ha usufruito di un ulteriore sconto di pena in quanto
gli sarebbero stati condonati venti anni di detenzione in Italia, in base a un
nuovo articolo del codice penale del suo Paese. Altri dieci anni di pena erano
stati cancellati dall’amnistia allargata del luglio 2001. Al suo rientro in
Turchia, dopo la grazia ottenuta in Italia, i giudici stabilirono che Ali Agca
avrebbe dovuto scontare dieci anni di prigione per l’assassinio del giornalista
Abdu Ipekci. Altri sette anni si aggiunsero per il reato di rapina. Tuttavia,
nel 2004, la Corte di Istanbul emise una nuova decisione: in capo ad Agca
pendeva soltanto la pena più lunga, quella per omicidio.

Ilario Martella, il giudice al quale fu affidata nel 1981 l’istruttoria sulle
eventuali complicità del Lupo grigio, dice all’Adnkronos che Agca fuori dal
carcere ”corre un serio pericolo”. Infatti, anche a distanza di anni, per
l’attentatore di Giovanni
Paolo II, ”aver chiamato in causa altre persone per
quell’atto criminalè’ costituisce motivo di altissimo rischio. Ne è convinto

Molti comportamenti ‘stravaganti’ di Ali Agca, e la sua tendenza a ”mischiare
le cartè’, secondo l’ex giudice istruttore, sono riconducibili proprio al
fatto di doversi difendere da chi potrebbe aver interesse ad eliminarlo. ”Già
a suo tempo – afferma Martella – rimarcai come Ali Agca avesse cambiato
totalmente atteggiamento di fronte ai giudici. E uno dei motivi che poteva
averlo indotto ad attuare questo comportamento poteva essere radicato nel
timore che una volta uscito dal carcere e tirato in causa i suoi complici,
avrebbe corso un serio pericolo. Sono convinto che questo pericolo lo corra
tuttorà’.

LE TAPPE DELLA VICENDA GIUDIZIARIA
DI ALI AGCA
:

– Il 25 novembre 1979 riesce ad evadere dal carcere di massima sicurezza di
Kartel Maltepe. Dopo l’evasione partono le sue prime minacce di attentato al
Papa Giovanni Paolo II,
con molta probabilità allo scopo di eliminare i sospetti di un complotto nella
successiva azione terroristica del 13 maggio 1981.

– Il 22 luglio 1981, dopo tre giorni di processo, i giudici della corte di
Assise condannano Mehmet Ali Agca all’ergastolo. Ali Agca rinuncia a presentare
appello contro la sentenza di condanna che motivava la pena, spiegando che
l’attentato ”non fu opera di un maniaco, ma venne preparato da
un’organizzazione eversiva rimasta nell’ombrà’. La difesa sostenne, invece,
che Agca aveva agito da solo, in preda a una schizofrenia paranoica, mossa dal
desiderio di diventare un eroe del mondo musulmano.

– Il 12 marzo 1982 il Consiglio nazionale di sicurezza turco conferma la
condanna a morte di Agca per l’uccisione del giornalista Abdu Ipekci. Una
successiva amnistia condona la pena a dieci anni di detenzione.

– Nel 1982 Agca cambia versione e inizia a parlare di una pista bulgara che
collegherebbe l’attentato del Papa ai servizi segreti della Bulgaria. Viene
anche individuato un presunto complice, Oral Celik, che sarebbe intervenuto in
caso di fallimento di Agca. La sentenza del 1986 non riesce pero’ a dimostrare
la tesi del complotto.

– Il 20 febbraio 1987 il Papa riceve
la mamma e il fratello di Agca che gli chiedono di
intercedere per la grazia. La buona condotta in carcere diminuirà
ulteriormente la pena: il 25 maggio 1989 il Tribunale di sorveglianza di Ancona
concede una riduzione di 720 giorni di reclusione. Il 9 gennaio 1994 la
riduzione è di altri 405 giorni. Il 18 dicembre 1995 è di 180 giorni. I
provvedimenti consentono di abbreviare il termine di 26 anni di reclusione,
scontati i quali un ergastolano puo’ chiedere la libertà condizionata.

– Agca, nel settembre del 1996, presenta nuovamente la domanda di grazia o in
subordine l’espiazione della pena in Turchia. Il 13 giugno 2000, il presidente
della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, concede
la grazia. Il giorno
successivo, viene estradato dall’Italia verso Istanbul.

– In Turchia, nel carcere di massima sicurezza di Kartal, Ali Agca deve
scontare i dieci anni per l’assassinio del giornalista Abdu Ipekci. Il 18
luglio 2001 un provvedimento del Tribunale costituzionale turco predispone un
allargamento dei reati beneficiari di amnistia. L’avvocato di Agca, Sevket Can
Ozbay, ritiene che in base al provvedimento è possibile scontare completamente
la pena dei dieci anni di detenzione per l’omicidio del giornalista

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