Elezioni, Berlusconi: ”Scontro con Ciampi? Pure stupidagginì’

Sono pure
stupidaggini
” le voci e le notizie di un possibile
scontro con Carlo Azeglio Ciampi sulla data del voto. Lo ha detto il presidente
del Consiglio Sivlio Berlusconi che, intervistato da ‘Radio anch’io’, ha
aggiunto di ”non considerare nulla di eccezionalè’ l’ipotesi di rinvio del
voto di un paio di settimane, ”perchè la scadenza naturale della legislatura
sarebbe a maggio”.

Ieri il premier durante la registrazione della trasmissione di Paolo Bonolis
‘Il senso della vità aveva sottolineato che se la richiesta della Cdl di
spostare di due settimane lo scioglimento delle Camere non sarà accolta,
allora si rimetterà in discussione anche la data del 9 aprile per le elezioni,
che a quel punto potrebbero essere spostate a maggio. Ma il capo dello Stato
avrebbe preso l’ipotesi di allungare ulteriormente la legislatura come una vera
e propria "provocazione".

”Chiediamo due settimane di lavoro parlamentare in più -ha aggiunto oggi il
premier- e dopotutto i deputati e i senatori sono pagati per questo”.

Silvio Berlusconi ribadisce poi la sua contrarietà all’election day
che accorpi la data del voto per le politiche a quella per le amministrative.
”E’ troppo importante – ha detto – che gli elettori abbiano la consapevolezza
di cosa decidono con il voto politico: decidono il futuro dei prossimi cinque
anni per sè, per i propri figli e per il proprio paese. Con le amministrative,
invece, entrano in gioco interessi clientelari che confonderebbero
l’elettorato, che opacizzano il confronto”.

Il premier si è poi espresso sulla legge Pecorella.
”Non sono assolutamente interessato sul piano personale alla legge
sull’inappellabilità. E’ una legge giusta, che interessa i cittadini, quelli
caduti nel girone infernale dei processi” ha detto confermando di voler
mandare in porto la legge rinviata dal Presidente della Repubblica alle Camere.

E al conduttore Stefano Mensurati, che gli ha chiesto se ritenesse che la
sinistra avesse vinto la guerra delle parole, il presidente del Consiglio ha
risposto: ”Non ho perso la guerra delle parole. Non l’ho mai fatta. Abbiamo
lavorato duro dalle 7,15 del mattino alle 2 e 30 di notte par attuare riforme
assolutamente importanti per il futuro del Paesè’.

Infine un commento sulla crisi Alitalia. ”Non credo sia
possibile non attuare il piano presentato da Cimoli, su cui contano gli
investitori internazionali, a pena di dover restituire il capitalè’, ha detto
il presidente del Consiglio definendo quella della compagnia di bandiera ”una
matassa difficilè’ da sbrogliare. Il premier si è detto quindi contrario
all’ipotesi di chiusura e ha lamentato l’atteggiamento dei sindacati e della
sinistra che ”con gli scioperi non si curano degli interessi dei cittadini”.
Confermato, inoltre, l’incontro di oggi a palazzo Chigi con i sindacati.

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