Unipol, Berlusconi: ”Procure hanno insabbiato vicendà’
Roma, 31 gen.
(Adnkronos/Ign) – Silvio
Berlusconi torna ad attaccare la magistratura, rievocando il ’94
quando ”contro di lui ci fu un vero e proprio golpe giudiziario e
istituzionalè’. Ospite della trasmissione ‘Porta a porta il Cavaliere non usa
mezzi termini contro i giudici rossi e lo fa partendo dalla vicenda Unipol.
”Noi siamo stati fatti fuori da un’azione della magistratura rossa di Milano,
della Procura di Milano. La stessa Procura o le stesse Procure che su Unipol non
mandano avanti niente, perchè è insabbiato tutto. Non sono io a domandarmelo
ma la gente: come mai c’è una differenza cosi’ forte di trattamento tra i
protagnosti del caso Unipol e quelli della Bpi”.
Poi sulle prossime elezioni dice: ”Vi do’ una notizia. Sembra che oggi la
commissione di vigilanza abbia finalmente votato la regolamentazione per i
confronti elettorali. Sembra che ci saranno cinque faccia a faccia tra i leader.
Io iniziero’ con Prodi il primo. Poi ce ne saranno tre in cui un rappresentante
di An, dell’Udc e della Lega incontrerà rispettivamente i protagonisti degli
altri partiti. Questa serie di incontri terminerà con un altro faccia a faccia
tra me e Prodi”. Rivolto al conduttore Bruno Vespa il Cavaliere ha detto: ”si
prenoti per vedere se per caso puo’ ospitare lei questo faccia a faccia tra me e
Prodi…”.
Berlusconi ha poi spiegato che il governo vuole ”continuare a far costare di
meno lo Stato ai cittadini per arrivare ad una
pressione fiscale sotto il 40%. Noi
vogliamo far scendere al 38% la pressione fiscalè’. Spiegando che ”La mia
ambizione sarebbe quella di amministrare cosi’ bene lo Stato, tanto da poter
arrivare al 38%”.
Il premier torna anche sulla questione della par condicio. ”Siccome non è
stata aperta alcuna polemica con Ciampi sulla
par condicio, non si puo’ nemmeno
chiudere, semplicemente non è esistita una polemicà’, ribadisce. ”Ciampi –
spiega il premier – ha invitato all’equilibrio e credo quindi che abbia aiutato
anche il sottoscritto a chiedere di potere avere gli stessi accessi in tv che
hanno gli altri protagonisti della politicà’.
Tra l’altro, ”io sono in forte ritardo e credito rispetto agli altri
protagonisti della politica. per esempio: riguardo a ‘Porta a Portà” e
relativamente ”all’intero arco di questi 4 anni e mezzo di legislatura,
sommando naturalmente quelli che hanno il mio stesso ruolo, cioè Prodi, D’Alema
e Fassino, io penso di essere rispetto a loro in credito di almeno una trentina
di puntatè’.
”Vuole che votiamo ad ottobre?”, scherza Bruno Vespa. Replica il Cavaliere:
”Tutto quello che è apparso in questi giorni sui giornali è veramente il
contrario della verità, è pretestuoso. Pero’, a chi dà fastidio vedere
Berlusconi in tv, ricordo che c’è sempre il telecomando, uno strumento
fantastico con il quale si puo’ scegliere tra centinaia di canali. Basta
schiacciare un pulsante e passare dall’altra parte. Cosa che pero’ gli italiani
non hanno fatto, perchè dovunque sia andato il presidente del Consiglio a
raccontare le cose fatte in questi 5 anni, c’è stato un incremento
dell’ascolto”.
Il conduttore chiede poi per quale motivo non sia stata modificata la par
condicio entro la legislatura. Il leader della Cdl risponde: ”Lo chieda a
Casini, perchè io mi esporrei a delle osservazioni che non sarebbero graditè’.
Il premier torna a parlare del suo
rapporto con la televisione: ”Io odio
andare in tv ma amo la televisionè’. E se dovesse inventare oggi uno show per
le sue emittenti Silvio Berlusconi non farebbe ”di certo un reality, ma un
grande spettacolo come quelli che piacciono alla nostra generazione, un grande
varietà”.
Il premier Silvio Berlusconi liquida le indiscrezioni stampa di questi giorni
che indicano Gianni Letta
pronto a prendere il posto del premier in caso di un passo indietro del
Cavaliere. ”E’ un’invenzione pura – dice -. perchè è un personaggio che ama
lavorare, più di chiunque altro, ma ama lavorare al coperto”.
Il Cavaliere si augura che dopo il voto di aprile si contrappongano due partiti.
”Io auspico fortemente che dopo le elezioni si vada verso un
grande partito dei moderati da una
parte e dall’altra parte verso un grande partito dei democratici”, dice il
premier.


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