DEFINIZIONE E PROROGA DI TERMINI – LEGGE 23/02/2006 N. 51
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LEGGE 23
febbraio 2006 n. 51
pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2006 – S. O. n. 47)
CONVERSIONE IN LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DEL
DECRETO LEGGE 30 DICEMBRE 2005, N. 273,
RECANTE DEFINIZIONE E PROROGA DI TERMINI, NONCHE’ CONSEGUENTI DISPOSIZIONI
URGENTI. PROROGA DI TERMINI RELATIVI ALL’ESERCIZIO DI DELEGHE LEGISLATIVE.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
Il Presidente della Repubblica
Promulga la seguente legge:
Art. 1.
1. Il decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, recante definizione e proroga di
termini, nonchè conseguenti disposizioni urgenti, è convertito in legge con le
modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. All’articolo 1, comma 3, della legge 7 marzo 2003, n. 38, le parole: «entro
tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge» sono sostituite
dalle seguenti: «entro il 15 maggio 2006».
3. All’articolo 10, comma 4, della legge 6 luglio 2002, n. 137, le parole:
«entro due anni» sono sostituite dalle seguenti: «entro quattro anni».
4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
NOTE
Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, comma 2, del
testo unico delle disposizioni sulla promu1gazione delle leggi, sull’emanazione
dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali
della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al
solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
– Si riporta il testo del comma 2 dell’art. 1 della legge 7 marzo 2003, n. 38
(Disposizioni in materia di agricoltura), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14
marzo 2003, n. 61, come modificato dalla presente legge: «3. Il Governo è
delegato ad adottare, entro il 15 maggio 2006, uno uno o più decreti
legislativi per il riassetto, anche in un codice agricolo, delle disposizioni
legislative vigenti in materia di agricoltura, pesca e acquacoltura, e foreste,
ai sensi e secondo i principi e criteri direttivi di cui all’art. 20 della legge
15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e comunque con il compito di
eliminare duplicazioni e chiarire il significato di norme controverse. Tali
decreti legislativi sono strutturati in modo da evidenziare le norme rientranti
nella competenza legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’art. 117,
secondo comma, della Costituzione, le norme costituenti principi fondamentali ai
sensi dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione, e le altre norme statali
vigenti sino all’eventuale modifica da parte delle regioni.».
– Si riporta il testo dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 (Delega per
la riforma dell’organizzazione del Governo e della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, nonchè di enti pubblici), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 8
luglio 2002, n. 158, come modificato dalla presente legge:
«Art. 10 (Delega per il riassetto e la codificazione in materia di beni
culturali e ambientali, spettacolo, sport, proprietà letteraria e diritto
d’autore). – 1. Ferma restando la delega di cui all’art. 1, per quanto concerne
il Ministero per i beni e le attività culturali il Governo è delegato ad
adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto e, limitatamente alla
lettera a), la codificazione delle disposizioni legislative in materia di:
a) beni culturali e ambientali;
b) cinematografia;
c) teatro, musica, danza e altre forme di spettacolo dal vivo;
d) sport;
e) proprietà letteraria e diritto d’autore.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1, senza determinare nuovi o maggiori
oneri per il bilancio dello Stato, si attengono ai seguenti principi e criteri
direttivi:
a) adeguamento agli articoli 117 e 118 della Costituzione;
b) adeguamento alla normativa comunitaria e agli accordi internazionali;
c) miglioramento dell’efficacia degli interventi concernenti i beni e le
attività culturali, anche allo scopo di conseguire l’ottimiz-zazione delle
risorse assegnate e l’incremento delle entrate; chiara indicazione delle
politiche pubbliche di settore, anche ai fini di una significativa e trasparente
impostazione del bilancio;
snellimento e abbreviazione dei procedimenti; adeguamento delle procedure alle
nuove tecnologie informatiche;
d) quanto alla materia di cui alla lettera a) del comma 1: aggiornare gli
strumenti di individuazione, conservazione e protezione dei beni culturali e
ambientali, anche attraverso la costituzione di fondazioni aperte alla
partecipazione di regioni, enti locali, fondazioni bancarie, soggetti pubblici e
privati, senza determinare ulteriori restrizioni alla proprietà privata, nè
l’abrogazione degli strumenti attuali e, comunque, conformandosi al puntuale
rispetto degli accordi internazionali, soprattutto in materia di circolazione
dei beni culturali; riorganizzare i servizi offerti anche attraverso la
concessione a soggetti diversi dallo Stato mediante la costituzione di
fondazioni aperte alla partecipazione di regioni, enti locali, fondazioni
bancarie, soggetti pubblici e privati, in linea con le disposizioni di cui alla
lettera b-bis) del comma 1 dell’art. 10 del decreto legislativo 20 ottobre 1998,
n. 368, e successive modificazioni; adeguare la disciplina degli appalti di
lavori pubblici concernenti i beni culturali, modificando le soglie per il
ricorso alle diverse procedure di individuazione del contraente in maniera da
consentire anche la partecipazione di imprese artigiane di comprovata
specializzazione ed esperienza, ridefinendo i livelli di progettazione necessari
per l’affidamento dei lavori, definendo i criteri di aggiudicazione e prevedendo
la possibilità di varianti oltre i limiti percentuali ordina-riamente previsti,
in relazione alle caratteristiche oggettive e alle esigenze di tutela e
conservazione dei beni; ridefinire le modalità di costituzione e funzionamento
degli organismi consultivi che intervengono nelle procedure per la concessione
di contributi e agevolazioni in favore di enti ed istituti culturali, al fine di
una precisa definizione delle responsabilità degli organi tecnici, secondo
principi di separazione fra amministrazione e politica e con particolare
attenzione ai profili di incompatibilità;
individuare forme di collaborazione, in sede procedimentale, tra le
amministrazioni per i beni e le attività culturali e della difesa, per la
realizzazione di opere destinate alla difesa militare;
e) quanto alle materie di cui alle lettere b) e c) del comma 1: razionalizzare
gli organismi consultivi e le relative funzioni, anche mediante soppressione,
accorpamento e riduzione del numero e dei componenti;
snellire le procedure di liquidazione dei contributi e ridefinire le modalità
di costituzione e funzionamento degli organismi che intervengono nelle procedure
di individuazione dei soggetti legittimati a ricevere contributi e di
quantificazione degli stessi; adeguare l’assetto organizzativo degli organismi e
degli enti di settore; rivedere il sistema dei controlli sull’impiego delle
risorse assegnate e sugli effetti prodotti dagli interventi;
f) quanto alla materia di cui alla lettera d) del comma 1: armonizzare la
legislazione ai principi generali a cui si ispirano gli Stati dell’Unione
europea in materia di doping; riordinare i compiti dell’Istituto per il credito
sportivo, assicurando negli organi anche la rappresentanza delle regioni e delle
autonomie locali; garantire strumenti di finanziamento anche a soggetti privati;
g) quanto alla materia di cui alla lettera e) del comma 1: riordinare, anche nel
rispetto dei principi e criteri direttivi indicati all’art. 14, comma 1, lettera
b), della legge 15 marzo 1997, n. 59, la Società italiana degli autori ed
editori (SIAE), il cui statuto dovrà assicurare un’adeguata presenza degli
autori, degli editori e degli altri soggetti creativi negli organi dell’ente e
la massima trasparenza nella ripartizione dei proventi derivanti dall’esazione
dei diritti d’autore tra gli aventi diritto; armonizzare la legislazione
relativa alla produzione e diffusione di contenuti digitali e multimediali e di
software ai principi generali a cui si ispira l’Unione europea in materia di
diritto d’autore e diritti connessi.
3. I decreti legislativi di cui al comma 1 indicano esplicitamente le
disposizioni sostituite o abrogate, fatta salva l’applicazione dell’art. 15
delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile. I decreti
legislativi di cui al comma 1 sono adottati, sentita la Conferenza unificata di
cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, previo parere
delle Commissioni parlamentari competenti per materia, resi nel termine di
sessanta giorni dal ricevimento della relativa richiesta. Decorso tale termine,
i decreti legislativi possono essere comunque adottati.
4. Disposizioni correttive ed integrative dei decreti legislativi di cui al
comma 1 possono essere adottate, nel rispetto degli stessi principi e criteri
direttivi e con le medesime procedure di cui al presente articolo, entro quattro
anni dalla data della loro entrata in vigore.».
Allegato (omissis)
Testo del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273 coordinato



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