Fecondazione, nasce il registro dei centri italiani

Roma, 9 mar.
(Adnkronos/Ign) – Sono 336 i centri italiani che effettuano fecondazione
assistita. Questa mattina a Roma l’Istituto superiore di sanità ha tenuto a
battesimo il primo Registro nazionale, istituito in base alla legge 40.
”Finalmente abbiamo anche in Italia un Registro nazionale che possa
raccogliere tutti i dati su tutte le tecniche di riproduzione assistita che
vengono eseguite nel nostro Paesè’, ha dichiarato Giulia Scaravelli,
responsabile del Registro tenuto all’Iss. ”Alcuni centri sono di primo
livello, cioè applicano le tecniche più semplici, altri – ha aggiunto – sono
di secondo e terzo livello”.

Dei 336 centri italiani, 268 hanno ricevuto l’autorizzazione dalle Regioni di
appartenenza. I restanti 68, soprattutto nel Lazio e in Calabria, sono in
attesa dell’ok. Un processo in continuo aggiornamento. In ogni caso dalle
strutture sparse nella penisola, nel 2004, sono nati 5.400 bambini
.
”Nello specifico – ha precisato Giulia Scaravelli – abbiamo documentato 3.705
bambini nati grazie all’applicazione di tecniche di secondo e terzo livello,
ossia di fecondazione in vitro, e 1.711 con inseminazioni intrauterinè’. In
quest’ultimo caso, ”per il 36% dei bambini i genitori si sono rivolti a
strutture pubbliche, il restante 63,9% proviene da centri privati o
convenzionati. Analoghe preferenze – ha sottolineato la responsabile del
registro – anche per le fecondazioni in vitro ottenute nel 71,4% in centri
privati, contro il 28,6% di richieste al pubblico”.

Quanto invece alle percentuali di successo, ”dai dati inviati all’Iss risulta
il 20% di nascite con inseminazione semplice, 25,5% con quella ‘in vitro’ e 17%
con impianto di embrioni precedentemente crioconservati”, ha aggiunto
l’esperta precisando che tra due anni sarà possibile effettuare anche ”una
valutazione sulla qualità dei servizi”. ”La prima raccolta
dei dati
– ha proseguito la Scaravelli – avverrà il prossimo
maggio
. Ma prima di poter analizzare, validarli e
pubblicarli serviranno due anni, tempo necessario perchè si verifichi e si
porti a termine una gravidanzà’.

Scaravelli ha poi aggiunto che ”i 2.169 embrioni crioconservati finora censiti
sono quelli in stato di abbandono
: cioè gli embrioni
congelati su cui i genitori biologici hanno espresso una dichiarazione scritta
di rinuncia alla genitorialità” e precisa che saranno inviati alla Biobanca
di Milano.

A maggio 2008 sarà possibile consultare anche il sito web
(www.iss.it/registronazionalepma), in cui i diversi centri avranno immesso i
propri dati, in forma anonima e aggregata, e che gli italiani potranno
consultare in gran parte per raccogliere informazioni a loro utili

https://www.litis.it

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