Islam, il cardinal Martino: ”Sì all’ora di Corano a scuolà’

Roma, 9 mar.
(Adnkronos) – ”Se in una scuola ci sono cento bambini di religione musulmana,
non vedo perchè non si possa insegnare la loro religione. Questo è il
rispetto dell’essere umano e il rispetto non deve essere selezionato”. Lo ha
dichiarato il cardinale Raffaele Renato Martino,
presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, a margine del convegno
dal titolo ‘Le vie della pacè iniziato oggi al centro culturale San Luigi dei
Francesi a Roma, in merito alla recente richiesta della Consulta islamica di
istituire l’ora di religione islamica per i musulmani nelle scuole italiane.

In Europa, ”l’Italia – ha aggiunto il cardinale Martino – è arrivata a dei
punti di democrazia e di rispetto dell’altro che non puo’ fare marcia indietro.
Se quindi ci sono persone di altra religione nella realtà italiana, bisogna
rispettarle nella loro identità culturale e religiosà’.

All’apertura del cardinale Martino risponde il presidente della Lega musulmana
mondiale Mario Scialoja: ”Non sono d’accordo –
dice all’ADNKRONOS – che si insegni la religione islamica nelle scuole. Se vi
si insegnassero tutte le religioni che ci sono in Italia ci troveremmo ad avere
problemi di risorse e anche per la verifica che le religioni vengano insegnate
in maniera correttà’.”Rispettiamo l’insegnamento facoltativo della religione
cattolica nelle scuole italiane – prosegue – perchè è la religione che ha
contribuito a formare la società italiana, ma in una scuola pubblica di un
Paese laico deve essere insegnata, piuttosto, la storia delle religioni”.
”D’altra parte – ha concluso – quella indicata generosamente dal cardinale
Martino, credo sia una strada di difficile applicazionè’.

”Apprezzo la qualità e la sensibilità del cardinale Raffaele Renato Martino e mi fa
onore cio’ che ha detto – interviene Abd al Wahid Pallavicini,
presidente della Comunità religiosa islamica italiana – infatti rappresenta un
segnale concreto in un ambito delicato, come quello scolastico, un segnale di
apertura, di dialogo e di fratellanza. Tuttavia, riguardo l’aspetto concreto
della faccenda, non pretendo cosi’ tanto: abbiamo presentato, nella Consulta
per l’Islam per l’Italia, una relazione che tende piuttosto a inquadrare
l’insegnamento delle religioni per tutti gli studenti affinchè tutti i futuri
cittadini italiani nel mondo – conclude – possano essere preparati sul
pluralismo religioso in Italia e nel mondo”.

Secondo Amos Luzzatto, ex presidente
dell’Unione delle comunità ebraiche il problema è un altro: ”Se domani ci
saranno un certo numero bambini ebrei che chiederanno insegnamento della loro
religione cosa si dirà? E se ci saranno bambini buddisti? Temo che in tal caso
si arrivi ad una divisione di bambini nel momento di cui si parla di
religionè’. La scuola, spiega Luzzatto, ”non è nè cattolica, nè ebraica, nè
protestante, nè islamica, ma dovrebbe prestare attenzione al fenomeno
religioso in sè e per sè e farlo studiare ai bambini, per insegnare loro come
devono capire tanti aspetti della società e del mondo, qual è il bisogno
religioso e come si puo’ manifestarè’.

Dal mondo politico interviene Daniele Capezzone, della
segreteria della Rosa nel pugno. ”Anzichè avere l’ora di religione diversa
per ciascuno, una specie di ‘cuius regio eius religio’ applicato all’orario
scolastico, sarebbe molto più seria l’ora facoltativa di storia delle
religioni”, afferma l’esponente radicale. Sull’intervento di Capezzone arriva
immediato il commento di Luca Volontè, capogruppo dell’Udc
alla Camera: ”Il cardinal Martino e la Chiesa cattolica sono rimasti gli unici
a difendere la libertà religiosa in tutti i Paesi compresi quelli islamici”.
”Le parole di Capezzone – attacca l’esponente centrista – dimostrano ancora
una volta quanto i radicali e la Rosa nel pugno, compagni di merende di Prodi,
abbiano in odio i diritti umani a partire proprio dalla libertà religiosa –
aggiunge Volontè -. L’obiettivo dell’Unione è quello di introdurre non solo
l’abolizione del Concordato ma anche il laicismo ateo di Stato. I primi ad
esserne preoccupati dovrebbero essere tutti i cittadini italiani che credono
nelle libertà fondamentali di ogni uomo”.

E’ d’accordo con il cardinale Martino anche Riccardo Pedrizzi,
senatore di Alleanza nazionale: ”Condividiamo l’impostazione del cardinal
Martino circa la proposta di introdurre nelle scuole statali italiane
l’insegnamento del Corano per gli studenti musulmani che ne facciano richiesta.
Proprio perchè siamo a favore dell’ora facoltativa di religione cattolica, non
siamo contrari all’ora facoltativa di religione islamicà’.

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