Il Rapporto annuale 2005 sullo “STATO DELLA SICUREZZA IN ITALIA”


La dichiarazione del Ministro dell’Interno Pisanu

 “I quattro anni trascorsi dall´inizio della legislatura sono un
periodo di tempo ormai sufficientemente lungo per esprimere consolidate
valutazioni sullo stato della sicurezza nel nostro Paese.

A questa considerazione di fondo è improntato il Rapporto annuale
che presentiamo oggi, in coincidenza con la festività di Ferragosto, cosi’ come
avvenne per le precedenti edizioni  del


2003

e del


2004
.

Il Rapporto 2005, infatti, raccoglie i dati sull´andamento dei
fenomeni criminali dell´ultimo quadriennio (luglio 2001- giugno 2005) e li
confronta, ove possibile, con le cifre relative a quello immediatamente
precedente (luglio 1997 ” giugno 2001).

Nell´insieme, gli elementi esposti confermano l´efficacia del
lavoro svolto dal Governo per conseguire uno degli obiettivi posti al centro del
suo programma: migliorare gli standard di sicurezza e di tranquillità del
Paese, consolidando il rapporto di fiducia e di reciproca collaborazione tra
cittadini, Forze dell´ordine ed Istituzioni.

Un lavoro di lunga lena, impostato e realizzato sapendo bene che in
questo campo la ricerca dei risultati a breve termine – pure necessari – non
deve condizionare la realizzazione dei progetti di più ampio respiro.

Solo cosi’, infatti, si puo’ elevare davvero il livello della
sicurezza e, nello stesso tempo, fare in modo che la collettività nazionale ne
abbia chiara percezione.

Mi limito qui a richiamare alcuni dei dati di maggiore rilievo,
rinviando per ulteriori approfondimenti alla lettura del testo integrale od
anche dell´estratto
che lo accompagna
.

Osservo soltanto che per la corretta lettura di questi dati bisogna
tener presenti sia il costante aumento delle denunce da parte dei cittadini
(segno chiaro di crescente fiducia nelle Forze dell´ordine) sia, e soprattutto,
la fortissima incidenza sulla delittuosità complessiva dei reati commessi da
immigrati irregolari (su un totale di 611.000 persone complessivamente arrestate
o denunciate in Italia nel 2004, il 28,12 % era costituito da clandestini).
Aggiungo che, invece, la quantità di reati ascritti a immigrati regolari è
quasi irrilevante.


Omicidi e reati predatori  (furti, scippi e rapine).

Nel quadriennio 2001-2005 il numero degli omicidi (2.740) è
diminuito sia rispetto al quadriennio 1997-2001, che ne aveva registrati 3.215
(-14,8%), sia rispetto a quello 1993-1997, nel quale erano stati invece 3.819
(-28,2%).

Diminuisce anche il numero totale dei furti, il più diffuso tra i
reati predatori: in questo caso la flessione rispetto al quadriennio precedente
è di circa il 4% (5.453.752 contro 5.684.800).  

Tra i vari tipi di furto spiccano le tendenze positive registrate
per quelli di autoveicoli (-25,4 % rispetto al quadriennio 1997-2001 e -32,4%
rispetto a quello 1993-1997) e per i furti in abitazione: qui la diminuzione è
del 33,8% rispetto al quadriennio 1997-2001 e del 30,3% rispetto a quello
1993-1997.

Soddisfacenti sono anche i dati sui borseggi  (-11,4%), sugli
scippi  (-22%), sui furti negli esercizi commerciali (-24,1%) e su quelli a
danno di auto in sosta (-14,5%).

Non differente è l´andamento delle principali tipologie di rapina:

-12,7% per quelle in banca e -16,5% per quelle negli uffici postali.

Tra i reati contro il patrimonio aumentano invece, ed in maniera
consistente, le truffe (+69,6%) che hanno quasi raddoppiato la propria incidenza
sul totale generale dei delitti (erano il 2,2% nel quadriennio 1997-2001, sono
ora salite al 3,8%). Il fenomeno è legato, in buona misura, al notevole
sviluppo del commercio elettronico, che ha aperto nuovi orizzonti a questo tipo
di attività criminale. Ricordo tuttavia che negli ultimi anni l´affinamento
degli strumenti di prevenzione e contrasto, come il sistematico “pattugliamento
dei territori virtuali”, hanno consentito di realizzare risultati assai
promettenti.


Criminalità organizzata e traffico di stupefacenti

L´impegno delle Forze di polizia in questo campo è stato premiato
da risultati di grande valore quali:
– l´arresto di 435 latitanti (82 mafiosi, 190 camorristi, 127 appartenenti alla
‘ndrangheta e 36 esponenti della criminalità organizzata pugliese). Tra questi
fuorilegge, ben 17 erano inclusi nell´elenco dei trenta più importanti
ricercati;
– la diminuzione degli omicidi commessi da appartenenti alle organizzazioni
criminali, che sono stati 648 contro i 796 del quadriennio precedente (-18,6%).
La metà circa è riconducibile alla camorra;
– l´aumento, sempre rispetto al quadriennio 1997-2001, dei sequestri di sostanze
stupefacenti (cocaina +60,8%; eroina +111,8%; anfetaminici +183,3%; cannabis
+62,4%);
– la diminuzione dei decessi per droga, più che dimezzati rispetto al
quadriennio precedente: da 4140 a 2040 (-50,7%).


Immigrazione clandestina via mare

L´immigrazione clandestina via mare è stata drasticamente
ridimensionata, con l´azzeramento dei flussi dall´Albania e dalla Turchia verso
Puglia e Calabria. Pertanto il fenomeno interessa ora solo Lampedusa e le coste
siciliane. Questi i dati che sintetizzano, in termini di clandestini sbarcati,
la diminuzione dell´ultimo quadriennio: dai 23.719 del 2002 si è passati ai
14.331 del 2003 e ai 13.635 del 2004. Nel primo semestre di quest´anno sono
sbarcate 7.543 persone, nonostante il fortissimo aumento della pressione
migratoria dall´Africa dovuto a calamità naturali e gravi eventi sociali e
politici.


Terrorismo interno, estremismo politico ed illegalità
politica diffusa

 L´azione di contrasto al terrorismo di area marxista-leninista ha
condotto, nell´ultimo periodo, all´arresto di 94 persone a fronte delle 35
catturate nel quadriennio 1997-2001. Tra queste vi sono 17 militanti delle Nuove
Brigate Rosse ” Partito Comunista Combattente, assicurati alla giustizia grazie
alle indagini svolte a seguito degli omicidi Biagi e D´Antona e del tragico
episodio che costo’ la vita ad Emanuele Petri, eroico sovrintendente della
Polizia di Stato.

 Altrettanto vigorosa è stata l´azione sviluppata nei confronti
del movimento anarco-insurrezionalista, di cui sono state finalmente individuate
le strategie di attacco, le modalità operative e le connessioni organizzative
interne ed internazionali. Solo negli ultimi tre mesi sono stati operati 17
arresti ma sono ancora aperte diverse, promettenti indagini.

 Per quanto riguarda la lotta all´estremismo e all´illegalità
diffusa, nell´ultimo quadriennio il numero degli arresti è aumentato più del
50%, passando dai 284 del periodo precedente a 427. Le denunce sono aumentate
invece del 40% (5.596 contro 4.000).


Terrorismo internazionale

A nessuno sfugge, naturalmente, che il quadriennio cui fa
riferimento il Rapporto è lo stesso che ci separa dall´ 11 settembre 2001.

Se è vero che quegli attentati hanno cambiato la nostra storia, è
ancor più vero che essi hanno inciso profondamente sulle politiche di sicurezza
dei Paesi occidentali, ponendo problemi nuovi e onerosi con i quali ci stiamo
ora misurando, incalzati dalla tragica sequenza che ha legato Casablanca,
Istanbul, Madrid e Londra.

Proprio queste circostanze, e la straordinaria gravosità
dell´impegno che ne è derivato per le Forze dell´Ordine, conferiscono un
risalto ancora maggiore ai risultati dell´azione che esse hanno svolto dal 2001
ad oggi. Azione che, per quanto riguarda il terrorismo internazionale, ha
portato all´arresto di 203 persone tra le quali, da ultimo, Hamdi Issac Adus,
uno degli autori del fallito attentato di Londra del 21 luglio. Risultati ancora
più incisivi potranno ora essere ottenuti grazie alle nuove norme proposte dal
Governo e definitivamente varate dal Parlamento a larghissima maggioranza ed in
brevissimo tempo.

Di fronte ai risultati che ho qui succintamente esposto, e ben
sapendo quali sacrifici essi hanno comportato, sento di dover esprimere, da
cittadino e da Ministro dell´Interno, una profonda gratitudine alle donne e agli
uomini del nostro sistema sicurezza.

*   *   *   *   *

Per conseguire i propri obiettivi programmatici, il Governo ha 
impostato la politica di sicurezza su tre pilastri fondamentali: il controllo
del territorio, la prevenzione ed il coordinamento.

Il controllo del territorio è certamente la pietra d´angolo del
sistema, premessa indispensabile per l´efficace e continua prevenzione delle
attività criminali.

La presenza visibile ed attenta delle Forze dell´ordine nei luoghi
della vita quotidiana non serve solo ad impedire che i reati vengano commessi,
ma anche a creare la serenità necessaria per il libero ed ordinato svolgimento
della vita sociale in tutte le sue forme: dal lavoro alla partecipazione
politica e sindacale, al godimento del tempo libero.

Cosi’, alla sicurezza in termini oggettivi si affianca quella
soggettivamente percepita dai cittadini, in un circolo virtuoso grazie al quale
l´una e l´altra si rafforzano a vicenda.

Seguendo questa impostazione fu avviato, tre anni fa, il programma
denominato “Vie libere”, una serie di operazioni improvvise, mirate alla
prevenzione e al contrasto delle forme delinquenziali che maggiormente incidono
sulla sensazione di sicurezza del cittadino: lo sfruttamento della
prostituzione, l´immigrazione clandestina, lo spaccio di sostanze stupefacenti,
l´abusivismo commerciale e i reati contro il patrimonio. L´attuazione del
programma ha interessato tutto il territorio nazionale e ha consentito: di
arrestare 18.386 persone e denunciarne altre 21.935; di sequestrare 5.390 chili
di droga e 464.709 prodotti contraffati; di espellere 24.374 clandestini.

Parallelamente, ha preso l´avvio l´introduzione del poliziotto e
del carabiniere di quartiere. Dopo l´ultima immissione in servizio di circa
settecento agenti, avvenuta un mese fa, il nuovo servizio viene oggi svolto da
3.000 operatori in 622 aree urbane. Entro la fine dell´anno i poliziotti e i
carabinieri di quartiere aumenteranno ancora, arrivando a 3.700 unità in 743
aree.

Il coordinamento rappresenta l´anello di chiusura del sistema,
perchè salda tra loro, rendendole più efficaci, le molteplici e varie
attività dei soggetti che debbono contribuire alla tutela dei cittadini, della
loro incolumità e dei loro beni.

Il coordinamento si realizza in una duplice dimensione: la prima è
quella dell´integrazione funzionale delle Forze di polizia e del loro più
stretto raccordo con i Servizi di informazione; la seconda è quella della
“sicurezza integrata”, cioè del coinvolgimento attivo delle altre istituzioni
pubbliche e private, nazionali e locali, in un impegno coral

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