Csm: Messineo nuovo capo della Procura di Palermo

E’ Francesco
Messineo, fino ad oggi a capo della Procura di Caltanissetta, il nuovo
procuratore della Repubblica di Palermo.
Lo ha deciso il plenum del Consiglio superiore della
magistratura alla seconda votazione con 16 voti favorevoli, 6 contrari e 2
astenuti
. A una prima votazione, i voti si erano divisi quasi in
maniera equa tra i tre candidati in corsa per la successione a Piero Grasso.
Otto voti erano andati, appunto, al nuovo procuratore Francesco Messineo, 5 al
procuratore aggiunto di Palermo Guido Lo Forte e 6 al collega Giuseppe
Pignatone. Si erano invece astenuti il primo procuratore della Corte di
Cassazione Nicola Marvulli, il procuratore generale della Suprema Corte Mario
Delli Priscoli, il vicepresidente del Csm Virginio Rognoni e due consiglieri.

Il plenum di palazzo dei Marescialli è giunto ad una convergenza sul nome di
Messineo dopo ore di discussione.
Un dibattito iniziato alle 10 del mattino nell’aula Bachelet del Csm e terminato
solo questo pomeriggio. L’accordo è stato possibile grazie ad una convergenza
tra i vecchi sostenitori di Francesco Messineo, ossia i consiglieri di Unicost
Vladimiro De Nunzio e Giuseppe Meliado’, con le correnti di Magistratura
democratica e Movimento per la giustizia. Si sono schierati invece a favore del
procuratore aggiunto di Palermo Giuseppe Pignatone il togato di Magistratura
indipendente Francesco Lovoi,
i laici della Cdl Giuseppe Di Federico, Mario Caldarera, Mariella Ventura Sarno,
Giorgio Spangher e il consigliere Giuseppe Mammone. Lovoi, aveva sostenuto sin
dall’inizio la candidatura del procuratore aggiunto di Palermo perchè lo
riteneva il successore più idoneo a Piero Grasso. Una tesi alla quale è
rimasto fedele, insieme ai laici della Cdl, fino alla fine. ”Francesco Messineo
– ha dichiarato Lovoi davanti all’assemblea di palazzo dei Marescialli – non è
a Palermo da più di 20 anni, mentre
Pignatone conosce alla perfezione i meccanismi di un
ufficio giudiziario cosi’ delicato
come quello del capoluogo
siciliano”.

Anche il laico della Cdl, Giuseppe
Di Federico
, che ha sostenuto la candidatura di Pignatone, ha
polemizzato sull’elezione dell’ex capo della Procura di Caltanissetta. ”Una
elezione inopportuna
– ha detto Di Federico – visto che Messineo
ha dei parenti coinvolti in alcuni procedimenti penali ancora in corso; anche se
la responsabilità penale è personale occorre che vengano date delle
spiegazioni convincenti sulla questione, soprattutto nell’interesse dello stesso
Messineo e della Procura di Palermo”.

La convinzione invece della maggioranza dei votanti è stata quella che nominare
uno dei due procuratori aggiunti di Palermo, Lo Forte o Pignatone, potesse
portare a degli squilibri all’interno della Procura del capoluogo siciliano.
”E’ bene che alla guida di una Procura come quella di Palermo ci sia una
persona come Messineo – ha sostenuto il laico dei Ds,
Luigi Berlinguer
-.
Girano voci che con la nomina di uno dei due
procuratori aggiunti si potrebbe rompere un equilibrio
; insomma
sarebbe difficoltoso ricostruire l’unità all’interno di un ufficio giudiziario
che per quasi 9 mesi è rimasto vacantè’.

Anche il togato del Movimento per la giustizia,
Paolo Arbasino
, che inizialmente non
aveva espresso una sua preferenza per uno dei tre candidati, ha deciso di votare
per Francesco Messineo. ”Messineo – ha dichiarato –
ha svolto già il ruolo di procuratore della
Repubblica in un ufficio giudiziario, quello di Caltanissetta, dove la lotta
alla mafia ed altri procedimenti di criminalità organizzata lo hanno già visto
in prima linea
”.

Congratulazioni e auguri di buon
lavoro
al nuovo procuratore capo di Palermo Francesco Messineo che
prenderà il mio posto”. Questo il commento all’ADNKRONOS del Procuratore
nazionale antimafia Piero Grasso

https://www.litis.it

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