Viola le norme antirazzismo chu espone allo stadio la bandiera fascista – CASSAZIONE PENALE, Sezione III, Sentenza n. 37390 del 11/10/2007
Rischia
il carcere il tifoso che, durante una partita, sventola una bandiera che riporta
il fascio littorio. E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione che, con la
sentenza 37390 dell’11 ottobre scorso, ha respinto il ricorso di un
trentatreenne romano che, durante una partita di calcio, "aveva sventolato un
tricolore riportante nella parte bianca un fascio littorio".
L’uomo
era stato condannato, a febbraio 2004, a quindici giorni di reclusione dal
giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Roma. La Corte d’Appello aveva
confermato nel dicembre del 2005. Quindi, il ricorso in Cassazione, che i
giudici della terza sezione penale della Suprema corte hanno respinto. In
particolare, hanno precisato che le accuse non riguardavano la violazione delle
norme "che vietano la riorganizzazione del disciolto partito fascista": il gesto
di sventolare la bandiera senza altre manifestazioni "di contorno" non era "un
pericolo per le istituzioni democratiche". Quanto, piuttosto, la violazione
delle disposizioni sull’eliminazione delle discriminazioni razziali.
"Il
reato di cui l’imputato deve rispondere – hanno messo nero su bianco – "è
quello previsto dall’art. 2 del d.l. 122 del 1993 che punisce chi, in pubbliche
riunioni, compie manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o
usuali delle associazioni, movimenti o gruppi di cui all’art. 3 della L. 654/75
(eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale)". Non solo. "Tali
associazioni o movimenti diffondono idee fondate sulla superiorità o sull’odio
razziale ed etnico". Nel caso sottoposto all’esame della Corte, insomma, gli
ingredienti per una condanna c’erano proprio tutti: "la riunione, ove l’emblema
era stato mostrato, era pubblica ed il simbolo era tipico del fascismo che ha
indubbiamente emanato leggi di discriminazione per motivi razziali".
Non
importa, poi, che il fascio littorio sia stato, prima del movimento fascista,
usato (come aveva sostenuto il tifoso) anche "dagli Etruschi o da Mazzini". Oggi
come oggi, conclude il Collegio di legittimità, "in Italia è collegato da
tutti i consociati al regime fascista che è stato l’ultimo utilizzatore del
simbolo".



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