Corte Costituzionale. E’ polemica sulle dichiarazioni del Presidente De Siervo

Il Presidente De Siervo
Il Presidente De Siervo

Il giudice della Corte Costituzionale Paolo Maria Napolitano si dice ”allibito” dai giudizi espressi nei confronti suoi e del giudice Luigi Mazzella dal presidente della Consulta Ugo De Siervo nel corso di un’intervista al Sole 24Ore: De Siervo – afferma Napolitano in una dichiarazione all’ANSA – ”con le sue affermazioni offende dei componenti della Consulta, mettendo, quindi, in dubbio l’operato della Corte stessa”. Il giudice Napolitano si riferisce alla risposta del presidente della Consulta alla domanda circa ”comportamenti e parole” dello stesso Napolitano e di Mazzella che avrebbero ”gettato un’ombra sull’indipendenza della Corte”: ”E’ una questione di etica – ha risposto De Siervo al Sole 24Ore – La Corte qualche volta ha subito nomine di persone che forse non garantiscono, se non la piena indipendenza, la separatezza”.

Non so se, nel pronunciare queste parole – sottolinea il giudice Napolitano – il professor De Siervo avesse presente il caso di ‘una persona’ che prima di essere nominata giudice ha avuto un intenso passato politico, ricoprendo importanti incarichi nella Dc toscana. Se così non fosse, e la risposta fosse direttamente collegata alla domanda – aggiunge il giudice costituzionale -non posso che restare allibito”. Il giudice costituzionale Napolitano rimprovera a De Siervo anche una serie di precedenti accadimenti: “Dopo la prima volta nella storia della Corte in cui un suo presidente ha comunicato alla stampa il margine di consenso di una votazione (riguardo la parziale bocciatura del ‘Legittimo impedimento’, ndr), dopo la prima volta in cui una ‘altissima e qualificata fonte della Corte’ ha anticipato il suo giudizio circa l’inammissibilità di un conflitto (quello sul caso Ruby, ndr) che non solo non era stato presentato, ma neppure discusso alla Camera, dopo continue dichiarazioni in cui – aggiunge Napolitano – un presidente della Corte è intervenuto in un dibattito politico, confrontandosi perfino, in termini di voti ottenuti, con il presidente del Consiglio, avremmo un presidente della Corte Costituzionale che con le sue affermazioni offende dei componenti della Consulta, mettendo, quindi, in dubbio l’operato della Corte stessa”. E ancora: “Nell’inno della Gran Bretagna – fa notare Napolitano – si invoca ‘Dio salvi la regina’, forse analoga benedizione dovremmo invocare per la Corte Costituzionale italiana”.

Quanto alla “sostanza” delle affermazioni di De Siervo, il giudice Napolitano afferma di “respingerle al mittente”: “Non solo per ciò che riguarda il passato, in quanto non sono mai stato iscritto ad alcun partito politico (avendo solo aderito, nei lontani tempi dell’università, al movimento goliardico che si ispirata alle idee di Pacciardi), ma anche, e soprattutto – sottolinea – per il presente. Ne è la conferma – rileva il giudice Napolitano – l’insistenza con cui mi impegno per l’introduzione dell’opinione dissenziente o consenziente nei giudizi di costituzionalità, proprio per permettere a tutti un attento controllo sulle motivazioni che stanno a fondamento del voto di ciascuno giudice”. I giudici costituzionali Napolitano e Mazzella, entrambi ritenuti in quota centrodestra, finirono nella bufera nell’estate del 2009 quando, pochi mesi prima che la Consulta giudicasse la legittimità del Lodo Alfano, parteciparono ad una cena con il premier Berlusconi e, tra gli altri, con il guardasigilli Alfano.

DE SIERVO A NAPOLITANO, NON MI RIFERIVO A LUI – Al giudice costituzionale Paolo Maria Napolitano che si era detto “offeso” per il giudizi espressi dal presidente della Consulta Ugo De Siervo, lo stesso presidente replica – in una dichiarazione all’ANSA – sottolineando: “Nelle mie parole non vi sono riferimenti a singoli giudici, in carica o non”. Secondo De Siervo, tutti i giudici “devono garantire” tra l’altro “un etica adeguata all’alta funzione” che – sostiene – “impone pure un’accurata separatezza da precedenti frequentazioni, pur lecite”.

“Mi dispiace molto che il giudice Napolitano non abbia considerato – afferma De Siervo – che nelle mie parole non vi sono riferimenti a singoli giudici, in carica o non. Infatti, dinanzi ad una domanda che ritenevo impropria (nel corso dell’intervista al Sole 24Ore, ndr), mi sono limitato a fare un discorso generale sul fatto che i giudici (tutti) devono garantire non solo titoli formali, ma – aggiunge il presidente della Consulta – un’etica adeguata all’alta funzione cui sono chiamati, etica che, a mio parere, impone pure un’accurata separatezza da precedenti frequentazioni, pur lecite”. “Su tutte le altre affermazioni, assai sgradevoli nei miei riguardi espresse dal giudice Napolitano, preferisco tacere – conclude De Siervo – nell’interesse generale”.

Fonte: www.ansa.it

Il Giudice Napolitano: ‘Dal presidente gettata un’ombra su indipendenza Corte’. De Siervo: non mi riferivo a lui


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