Facebook insiste sul riconoscimento facciale delle foto – Privacy a rischio

Facebook rilancia. Attaccata a più riprese per i rischi di violazione della privacy, la società di Mark Zuckerberg ha ampliato i confini del riconoscimento automatico delle persone nelle foto.Il social network ha comunicato ieri sul suo blog ufficiale che la funzione è stat  ampliata da parte degli Stati Uniti “alla maggior parte dei paesi”. Il “Tag Suggerimenti” ora utilizza la tecnologia del riconoscimento facciale per accelerare il processo di etichettatura di amici conoscenti che compaiono in foto pubblicate su Facebook.

Il passo di Facebook non ha fatto scattare, questa volta, un plauso unanime. Molti utenti hanno segnalato che il sito ha attivato l’opzione di riconoscimento facciale in questi ultimi giorni senza alcun preavviso. “Ancora una volta, si percepisce come Facebook stia erodendo la privacy dei suoi utenti di nascosto “, ha scritto Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos, un’azienda specializzata nella sicurezza on line.

Quelli di Facebook, rispondendo al post sul blog di Sophos, hanno ammesso che “avremmo dovuto essere più chiari con le persone durante il processo di implementazione e pubblicazione della nuova offerta”.

Anche Picasa di Google e iPhoto di Apple puntano da tempo sulla tecnologia del riconoscimento facciale, ma solo su espressa richiesta dell’utente relativa a immagini che possono non essere condivise restando solo sul pc dell’interessato.

Nel caso di Facebook, invece, l’estensione in automatico, a meno che non venga disattivata, di questa opzione comporta rischi per la privacy evidentemente maggiori. Perché sarà pure eccitante scoprire chi è la ragazza che abbiamo immortalato poco in una foto fa alla fermata del bus, grazie al riconoscimento facciale. Ma è da dimostrare che faccia così piacere anche a lei… 

In effetti come sempre Facebook consente di disattivare l’opzione del risconoscimento facciale, selezionando nelle ‘impostazioni privacy’ la personalizzazione delle impostazioni, spuntando un bel ‘no’ alla voce ‘suggerisci agli amici le foto in cui ci sono io’. Tutto bene, dunque? Non proprio, perché Facebook, anziché rendere facoltativa l’attivazione di questa opzione, la propone sostanzialmente di default, ovvero standard, a mezzo miliardo di utenti in tutto il mondo. E il motivo è semplice: quante più informazioni di noi circolano sul social network, tanto più Facebook potrà vendere un nostro profilo accurato a inserzionisti pubblicitari interessati a sapere il più possibile cosa ci piace, dove mangiamo, che aereo prendiamo, che macchina guidiamo, etc..

E’ questo il business sul quale Facebook intende far crescere fatturato e utili. Per presentarsi a Wall Street l’anno prossimo e rastrellare un gruzzolo di dollaroni. Non saranno pochi, scommettono gil analisti, viste le recenti quotazioni esorbitanti di società come Linkedin. A meno che la bolla internet non scoppi prima di proiettare Facebook, che nei primi 9 mesi del 2010 ha guadagnato 355 milioni di dollari, oltre i 50 miliardi di valore di mercato.

Fonte: rainews24.it


Litis offre un servizio gratuito. Aiutaci con una donazione libera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *