Melania Rea. Escluso l’omicidio occasionale

Melania Rea

(AGI) – Ascoli Piceno, 17 giu. – “Noi abbiamo raccolto nuovi elementi sulla vicenda, legati in particolare a quanto accaduto il 18 aprile, con dei riscontri che ora sono al vaglio dei magistrati. Saranno loro a decidere, confrontandoli agli elementi precedentemente verificati, che cosa fare e in quale direzione agire”. Cosi’ all’Agi il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Colonnello Alessandro Patrizio, in relazione all’inchiesta sull’omicidio di Melania Rea, la 29enne di Somma Vesuviana trovata uccisa nel Bosco delle Casermette,in provincia di Teramo il 20 aprile scorso.

L’ufficiale dell’Arma non conferma direttamente il fatto che questi nuovi elementi vadano a rafforzare la pista gia’ battuta da tempo dagli investigatori, e cioe’ quella delle presunte responsabilita’ nell’assassinio del marito di Melania, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi, ma sottolinea: “Altre ipotesi investigative, come quella dell’operato di mostri o di omicidi o criminali occasionali, non trovano riscontri”. Il comandante provinciale inoltre, torna a ribadire che per lui “la zona dove il cadavere e’ stato rinvenuto e’ compatibile con il luogo del delitto”. A breve ormai, secondo Patrizio, sono attesi i risultati definitivi dei due esami autoptici effettuati sul corpo diMelania all’obitorio di Teramo, e coordinati dal medico legale marchigiano Adriano Tagliabracci.

“L’esito di questi esami potra’ chiarire dove e’ stata uccisa la donna, con quali e quanti colpi e quali sono stati quelli mortali o meno”. Intanto ieri e’ stata confermato dallo stesso caporalmaggiore Parolisi,che il telefonino trovato nell’area del campo sportivo di Folignano – paese nel quale il militare viveva con la moglie e la figlia di 18 mesi fino al 18 aprile scorso – era di sua proprieta’, e che lui lo usava che chiamare Ludovica Perrone, la sua amante di Sabaudia, e soldatessa da lui addestrata nella caserma Clementi di Ascoli, che ora e’ in servizio come carrista a Lecce. Sempre ieri, la soldatessa 25enne Laura Titta, arrivata alla Clementi da appena 10 giorni e arrestata mercoledi’ nell’ambito di un operazione contro la camorra e il clan de casalesi, si e’ avvalsa della facolta’ di non rispondere, davanti ai magistrati di Santa Maria Capua Vetere, che la interrogavano.

Fonte: Agi.it

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