Gli scarafaggi: i nuovi padroni del mondo! – di Nike Daidone

Foto di Nike Daidone

Gli scarafaggi (detti anche blatte) sono insetti presenti sulla Terra da milioni di anni e svolgono, in natura, un ruolo importante,  l’ordine comprende oltre 4000 specie, divise in 6 famiglie. Sono insetti cosmopoliti, diffusi ovunque, tranne ai poli e alle altitudini superiori ai 2.000 metri.

Questa specie animale è da sempre centro di attenzione per gli studiosi, per le sue particolarissime caratteristiche e capacità, com’è noto, gli scarafaggi in genere sono famosi per la propria particolare resistenza e longevità, si dice infatti che gli unici che potrebbero sopravvivere ad un possibile inverno nucleare (o a una catastrofe climatica) saranno appunto gli scarafaggi, che, grazie alla rapidità con cui si riproducono saranno in grado di mutare ed evolversi, adattandosi a un mondo buio e velenoso.

Molteplici sono anche gli esperimenti fatti su questi insetti: l’entomologo Christopher Tipping del college della città americana di Delaver, in Pennsylvania, e’ giunto alla conclusione che gli scarafaggi sono in grado di sopravvivere diverse settimane privi della testa. Lo scienziato ha personalmente a decapitato alcuni esemplari di una specie di scarafaggi americani, meglio conosciuta come “Periplaneta americana”, per poi tamponare la ferita con della cera e rinchiudere gli scarafaggi in un recipiente nel quale gli insetti decapitati hanno vissuto alcune settimane.

Il fisiologo e biochimico Joseph Kunkel, dell’Universita’ del Massachusetts, spiega che gli scarafaggi sono in grado di vivere anche privi della testa perché sono privi della rete arteriale; di conseguenza la loro decapitazione non porta ne’ ad una perdita di sangue ne’ alla caduta della pressione sanguigna, non complicando inoltre il trasporto di ossigeno alle sostanze nutritive e ai tessuti ed organi di importanza vitale. Se le persone respirano attraverso la bocca ed il naso, con il cervello a controllare questa funzione, gli scarafaggi respirano attraverso fessure esterne per la respirazione situate su di un lato del loro ventre. In questo modo non sarà il cervello a controllarne il processo di respirazione, mentre da parte sua il sangue non distribuirà ossigeno per tutto il corpo. Inoltre, agli scarafaggi e’ sufficiente nutrirsi una volta sola al fine di poter vivere per alcune settimane.

Gli scarafaggi però possono anche essere dannosi per la nostra salute, alcune specie infatti sono in grado di vivere a contatto con l’uomo, nelle nostre case e nell’ambiente urbano, possono diffondere malattie e deteriorare gli alimenti, i tessuti, i libri, ecc. rigurgitando periodicamente una parte del loro cibo e deponendo le loro deiezioni. Inoltre liberano una secrezione nauseabonda cosicché i luoghi dove esse soggiornano o gli alimenti da loro toccati possono essere contaminati da microrganismi e conservano a lungo un odore insopportabile. Gli scarafaggi, spostandosi da un edificio ad un altro, penetrano nelle abitazioni a partire dai canali di scarico, dai giardini, dalle reti fognarie o da altre abitazioni infestate Nutrendosi anche di escrementi, possono trasportare e quindi propagare facilmente germi patogeni. Inoltre gli scarafaggi possono trasportare le uova di vari parassiti e possono determinare la comparsa di reazioni di tipo allergico,per contatto diretto o con i loro residui.

Quindi nel malaugurato caso che questi insetti siano comunque arrivati in casa vostra, sarà necessario operare una disinfestazione, ma non dobbiamo pensare ad uno sterminio di questi insetti che pur essendo dannosi nelle nostre case, sono invece importantissimi per l’equilibrio della catena alimentare.

Il professore Srini Kambhampati del dipartimento di Biologia presso l’Università del Texas è uno dei maggiori studiosi esperti mondiali in materia e avverte che : “Se si estinguessero gli scarafaggi saremmo in pericolo”, la funzione degli scarafaggi è quella di essere una fonte alimentare per molti uccelli e per piccoli mammiferi come i topi: questi animali non fanno affidamento esclusivamente sulla loro presenza per nutrirsi ma per le vespe la situazione è diversa. Le vespe parassita si nutrono esclusivamente di uova di scarafaggio e questo potrebbe causarne l’estinzione. Cosa succede se la vespa sparisce? Secondo il professore si interromperebbe la catena alimentare animale e cadrebbero a seguire in numero sostanziale: topi, gatti, lupi, aquile e altri rapaci. Inoltre, gli insetti contribuiscono al ciclo dell’azoto perché le loro feci lo liberano e questo fertilizza il terreno, che utilizzano poi le piante: l’impatto sarebbe fatale per tutta la specie vivente.
Inoltre per le loro caratteristiche potranno anche darci una mano in caso di calamità naturali o possibili conflitti nucleari, se l’esperimento condotto da Alper Bozkurtdella North Carolina State University darà i frutti sperati.

Il team guidato da Bozkurt ha infatti messo a punto un sistema elettronico per trasformare le blatte fischianti del Madagascar in dei “bio-bot” dotati di microcamere, che possono essere controllati a distanza. Senza necessariamente addentrarci in quelle che potrebbero essere le caratteristiche del mondo post-apocalittico, questi scarafaggi, nonostante il loro aspetto ripugnante, potranno salvare molte vite in eventi disastrosi come i terremoti, infilandosi in cunicoli strettissimi per scoprire tracce dei sopravvissuti intrappolati sotto le macerie.

Nike Daidone


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