Come Re Mida un batterio produce oro! – di Nike Daidone

remidaSecondo la leggenda, Re Mida figlio adottivo di Gordio e di Cibele, fu un mitico re della Frigia divenuto molto celebre nella cultura occidentale per il suo proverbiale “Tocco d’oro”, la capacità di trasformare in metallo prezioso qualsiasi cosa egli toccasse, donatagli da Dioniso. Da allora l’intento di mutare in oro una qualsiasi cosa di scarso valore, è stato il proposito di moltissimi ricercatori ed alchimisti di tutti i tempi. Ebbene, l’obiettivo sembra essere stato raggiunto dai ricercatori della  Michigan State University (Usa), che sembra abbiano creato l’oro dai batteri, più precisamente dal batterio Cupriavidus metallidurans, che sarebbe capace di trasformare il cloruro aurico, dalla tossicità molto alta per la maggior parte delle forme di vita finora note, in minuscole pepite da 24 carati.

Si tratta di un microrganismo che, in realtà, ha già trovato il suo spazio pratico in campo scientifico e industriale,ad esempio, per il rilevamento di metalli pesanti in ambienti contaminati, oppure normalmente utilizzato per dorare porcellane o cornici dei quadri, ed anche in elettronica.
I professori in microbiologia Kazem Kasheli e Adam Brown, ed il loro team, hanno studiato altri aspetti di questo batterio, creando una neoalchimia, una fusione tra la moderna microbiologia e l’alchimia.

I ricercatori hanno alimentato i batteri di Cupriavidus metallidurans con dosi di cloruro aurico che agiscono direttamente sul metabolismo dei microrganismi. Si è così scoperto come siano effettivamente in grado di produrre piccole pepite d’oro ben visibili attraverso il bioreattore. Ma dovremo aspettare ancora prima di esultare, perché purtroppo gli elevati costi di questa pratica, rendono del tutto antieconomica la scoperta , il procedimento infatti sembra risultare più costoso dell’oro prodotto, ma lo studio, oltre ad essere un punto di riferimento per le informazioni sulla contaminazione da metalli pesanti, potrebbe costituire un valido strumento per trovare nuove tecniche di approvvigionamento di alcuni elementi determinanti per la moderna economia. Per ora i ricercatori ne hanno fatto un’opera d’arte: The Great Work of the Metal Lover, un laboratorio portatile trasparente che permette di contemplare tutti i processi chimici, mentre il batterio crea oro a 24 carati all’interno di un bioreattore.

Un microscopio elettronico a scansione scatta a intervalli delle foto alla colonia di batteri così da analizzarne i progressi.

Quindi per ora, mentre aspettiamo che gli studiosi abbassino i costi del procedimento aureo, mettiamo da parte la febbre dell’oro ed i progetti di produzioni casalinghe di gioielli e lingotti, e non dimentichiamo mai i vecchi detti che ci ricordano : che non è tutto oro ciò che luccica.!!!

Nike Daidone


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