Corte Costituzionale

Domanda di pagamento di somme non eccedenti cinquantamila euro – Obbligo di esperire il procedimento di negoziazione assistita

Corte Costituzionale, Sentenza n. 266 del 12/12/2019

nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 3, commi 1, secondo e terzo periodo, e 5, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 (Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile), convertito, con modificazioni, nella legge 10 novembre 2014, n. 162, promosso dal Tribunale ordinario di Verona, con ordinanza del 14 dicembre 2018, iscritta al n. 58 del registro ordinanze 2019 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 17, prima serie speciale, dell’anno 2019. (altro…)

L’ubriachezza non derivata da caso fortuito o da forza maggiore non esclude né diminuisce l’imputabilità

Corte Costituzionale, Ordinanza 250/2019 del 04/12/2019

La colpevolezza di una persona in stato di ubriachezza deve essere valutata secondo i normali criteri d’individuazione dell’elemento psicologico del reato, e poiché l’art. 92 cod. pen. nel disciplinarne l’imputabilità nulla dice in ordine alla di lui colpevolezza, questa deve essere apprezzata alla stregua delle regole dettate dagli artt. 42 e 43 cod. pen.

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Suicidio assistito, la Consulta: “Non punibile chi lo agevola”

Cappato: “Ora siamo tutti più liberi”. La sentenza è arrivata su richiesta della Corte d’Assise di Milano dopo il processo a Cappato accusato di aiuto al suicidio per il caso di Dj Fabo

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Decreto Sicurezza: No al potere sostitutivo dei Prefetti, sí al Daspo urbano

Corte Costituzionale Sentenza n. 195 del 24/07/2019

Il potere sostitutivo del prefetto nelle attività di comuni e province è illegittimo perché lede l’autonomia degli enti locali e contrasta con il principio di tipicità e legalità dell’azione amministrativa. È invece legittima l’estensione ai presídi sanitari del cosiddetto Daspo urbano (divieto di accedere a taluni luoghi per esigenze di decoro e sicurezza pubblica) a condizione, però, che il divieto non si applichi ha chi ha bisogno di cure mediche o di prestazioni terapeutiche e diagnostiche, poiché il diritto alla salute prevale sempre sulle altre esigenze.  (altro…)

Avvocati ed elezioni circondariali: il tetto dei due mandati consecutivi vale anche per i precedenti

Corte Costituzionale, sentenza 173/2019.
Le condizioni di eguaglianza stabilite dall’articolo 51 della Costituzione per accedere «alle cariche elettive» possono essere compromesse se alla competizione – come quella per diventare consigliere dell’ordine forense – può partecipare chi ha ricoperto due (o più) mandati consecutivi, consolidando così un forte legame con una parte dell’elettorato. Il divieto del terzo mandato consecutivo favorisce inoltre il fisiologico ricambio all’interno dell’organo, immettendo “forze fresche” nel meccanismo rappresentativo e blocca il rischio di cristallizzazione della rappresentanza. Si tratta dunque di un divieto in linea con il principio del buon andamento dell’amministrazione, in particolare nelle sue declinazioni di imparzialità e trasparenza.

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Legittimo il divieto di terzo mandato consecutivo per i componenti dei Consigli forensi

La Corte costituzionale si è riunita oggi in camera di consiglio per discutere le questioni sollevate dal Consiglio nazionale forense (Cnf) sulla legittimità costituzionale del divieto del terzo mandato consecutivo dei componenti dei Consigli circondariali forensi, previsto dalla legge n. 113/2017. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere che al termine della discussione le questioni sono state dichiarate non fondate.  (altro…)

Bollo auto. Regioni libere di introdurre esenzioni fiscali

La Corte costituzionale, investita nuovamente di una questione relativa a norme regionali sul “bollo auto”, ha precisato la propria giurisprudenza in materia. Con la sentenza n. 122 depositata il 20 Maggio scorso (relatore Luca Antonini), i giudici costituzionali hanno stabilito che le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni soltanto di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale. (altro…)

Se muta il giudice, dibattimento sempre da rinnovare – Corte Cost. Sentenza 132/2019

La rinnovazione del dibattimento per mutamento del giudice, tra la salvaguardia dell’efficienza della giustizia penale, e l’essenziale obiettivo della correttezza della decisione nel rispetto dei principi dell’oralita’ e dell’immediatezza.

Commento a Corte Costituzionale Sentenza m. 132/2019 dell’Avv. Erica Peduto

Con sentenza n. 132 del 2019 la Corte Costituzionale ha ritenuto inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale Ordinario di Siracusa, sezione unica penale, attraverso l’ordinanza del 12 Marzo 2018, in riferimento agli articoli 511, 525 comma 2, e 526 comma 1 del codice di procedura penale. (altro…)

Lite temeraria. Legittima la condanna in via equitativa

Corte Costituzionale, Sentenza n. 139 del 6 Giugmo 2019

Procedimento civile – Responsabilità aggravata – Poteri del giudice in sede di pronuncia sulle spese – Condanna della parte soccombente al pagamento di una somma equitativamente determinata.

L’Art. art. 96, terzo comma, del codice di procedura civile non contrasta con gli artt. 23 e 25, secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui – stabilendo che in ogni caso, quando pronuncia sulle spese ai sensi dell’articolo 91, il giudice, anche d’ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata – non prevede l’entità minima e quella massima della somma oggetto della condanna.  (altro…)

Sempre sanzionabile il favoreggiamento della prostituzione anche se consapevolmente esercitata

Corte Costituzionale, Sentenza n. 141 del 7 giugno 2019

Il Giudice delle Leggi, con la sentenza in rassegna, qui leggibile integralmente, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 3, primo comma, numeri 4), prima parte, e 8), della legge 20 febbraio 1958, n. 75 (Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui), sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 13, 25, secondo comma, 27 e 41 della Costituzione, nella parte in cui configura come illecito penale il reclutamento ed il favoreggiamento della prostituzione volontariamente e consapevolmente esercitata. (altro…)

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