Penale

Sport e violenza: dalla sicurezza pubblica alla sicurezza personale

fumogenoNota a Cassazione, III Sez. penale Sentenza n. 3945 del 28/01/2015. Di Fabiana Belardi 

La Terza sezione della Corte di cassazione ha di recente affrontato il tema degli atti violenti durante avvenimenti sportivi. Il ricorrente era stato ritenuto responsabile penalmente dal GIP ex art. 6 ter l. 401/89 (legge antiviolenza negli stadi) per essere stato trovato in possesso di artifizi pirotecnici (“razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l’emissione di fumo o di gas visibile, ovvero di bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere”) in occasione di una partita di calcio, pur essendo stato disposto dal questore l’obbligo di non assistere a nessuna competizione sportiva (Daspo).

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Utilizzabile nel porcesso penale il pvc della Guardia di finanza

mckenzie-friendCon sentenza 19 gennaio 2015, n. 1973, la Corte di cassazione torna ancora una volta a trattare il tema della valenza del processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di finanza nel processo penale, stabilendo che tale documento, inteso ad accertare o riferire violazioni a norme di leggi finanziarie o tributarie, costituisce atto irripetibile e può, quindi, essere inserito nel fascicolo per il dibattimento.

Maltrattamenti in famiglia e precedenti

Nota a Cassazione Penale, Sez. VI, 10 dicembre 2014 n. 51212 di Fabiana Belardi

maltrattamentiLa Cassazione affrontando il caso di maltrattamenti in famiglia, si trova a dover prendere una posizione profonda sul tema dai risvolti civilistici e penalistici. Nel caso specifico, una donna e il figlio sono vittime di maltrattamenti abituali da parte del convivente. All’uomo vengono contestate in appello le condotte lesive punite nei delitti contro la famiglia e la persona, condannandolo per reato continuato ex art. 572 (Maltrattamenti contro familiari e conviventi),582 (Lesione personale), 585,576, 612 (Minaccia) c.p.

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Intercettazioni telefoniche: nelle frodi carosello sono prove

Il divieto previsto dal codice di procedura penale di utilizzare le registrazioni nei processi diversi da quello in cui sono state disposte non vale nel contenzioso tributario

intercettazioni-telefonicheVa negato il beneficio del diritto a detrazione dell’Iva ove sia dimostrato, alla luce di elementi oggettivi, che il soggetto passivo, al quale sono stati forniti i beni o i servizi posti a fondamento del diritto a detrazione, sapeva o avrebbe dovuto sapere che tale operazione si iscriveva in un’evasione commessa dal fornitore o da un altro operatore a monte. Inoltre, le intercettazioni telefoniche legittimamente assunte in sede penale e trasmesse all’Amministrazione finanziaria, nonché la sentenza (patteggiamento) resa ai sensi dell’articolo 444 cpp, sono materiale probatorio pieno ed efficace ai fini del processo e degli accertamenti tributari in genere. È quanto si desume dalla sentenza n. 27196 della Corte di cassazione del 22 dicembre 2014.

Avvocato condannato per aver definito un collega “pregiudicato” – Cassazione Penale Sentenza 475/2015

downloadE’ di questi giorni la sentenza degli ermellini in tema di diffamazione tra colleghi. Un avvocato, comunicando con più persone, definisce il collega: “pregiudicato” e specifica che “il titolare dello studio è un pregiudicato”. Malgrado effettivamente la parte offesa fosse stata condannata con sentenza irrevocabile per un reato (nella specie diffamazione a mezzo stampa), l’avvocato ricorrente in Cassazione vede rigettate le sue ragioni. La parte offesa era stata condannata in un procedimento penale collegato a quello civile, nel quale lo stesso imputato difendeva una delle parti in causa, per ottenere la liquidazione del danno da tale reato.

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Omessi versamenti tributari, la crisi non evita la condanna

poor-and-a-rich-man2L’imprenditore è punibile per il reato di cui all’articolo 10-bis del Dlgs n. 74/2000, se non ha accantonato le somme necessarie a far fronte all’obbligazione tributaria nel termine di legge. La mera allegazione di una crisi di liquidità cagionata da uno “shock finanziario” non integra la causa di non punibilità della forza maggiore.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sentenza n. 52038/2014.

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Crisi di liquidità come esimente nel reato di omesso versamento IVA

In tema di reati tributari – Cass. Pen. sentenza n. 27676 del 26/06/2014

imagesIl Giudice, a fronte dell’allegazione di una situazione di crisi di liquidità – quale causa di giustificazione del mancato pagamento dell’obbligazione tributaria – ha il preciso obbligo di esaminare la situazione aziendale avvalendosi di accertamenti di tipo peritali che valutino l’andamento e le prospettive di carattere tecnico dell’impresa; ricorrerà, quindi, ad un accertamento peritale per non incorrere in un deficit motivazionale sull’elemento soggettivo del reato.

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Cassazione: augurarsi la morte di qualcuno non e’ un reato

cassazione_giudicerRoma, 3 ott. – Non rischia alcuna condanna chi si augura la morte di un’altra persona: “il precetto evangelico di amare il prossimo come se stessi non ha sanzione penale” e la “sua violazione e’ penalmente irrilevante”. A scriverlo e’ la quinta sezione penale della Cassazione, assolvendo “perche’ il fatto non sussiste” due imputati finiti sotto processo per ingiuria e minaccia nei confronti di un “avversario” (la loro famiglia era in lite giudiziaria con la parte offesa), che erano invece stati condannati dai giudici di merito.

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L’avvio dell’iter concordatario non blocca il sequestro preventivo

La presentazione di un piano di ristrutturazione, la sua approvazione e omologazione non elidono la responsabilità penale del socio unico che non ha versato quanto dovuto

1108210008A seguito di plurime violazioni dell’articolo 10-bis del Dlgs 74/2000, è legittimo il sequestro preventivo nei confronti dell’unico socio di una società per azioni ammessa al concordato preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente dei beni mobili e immobili nella sua disponibilità.
Lo ha affermato la Corte di cassazione, con la sentenza 34110/2014.
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Irrisarcibilità del danno all’immagine della Agenzia delle Entrate

Cassazione Penale,  Sez. III, Sentenza n. 5481 del 04/02/2014

agenzia-entrate_280xFreeLa Corte ha escluso la sussistenza, perciò la risarcibilità, del danno all’immagine dell’ Agenzia delle Entrate, quale conseguenza indiretta della frode fiscale posta in essere dal contribuente. Difatti, l’inadempimento da parte di quest’ultimo dell’obbligazione tributaria genera esclusivamente danno patrimoniale – pari all’importo evaso, da recuperare con gli strumenti previsti dalle singole leggi d’imposta. 

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