Cassazione: Una crisi isterica della vittima può provare lo stupro

Corte di Cassazione
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Una forte crisi di nervi dopo un rapporto sessuale può essere sintomo di una qualche forma di violenza che ha travalicato i limiti del consenso della donna. Lo sottolinea la Cassazione, accogliendo il ricorso di una ragazza di Bologna contro l’assoluzione di due suoi amici accusati e condannati in primo grado per averle imposto un rapporto a tre, una sera che lei aveva bevuto un po’ troppo.

La giovane voleva appartarsi solo con uno dei due amici, mentre, in realtà, si sarebbe trovata a subire – ha sostenuto in Cassazione – una violenza di gruppo al termine della quale era scappata dall’appartamento dei due conoscenti urlando in preda a una reazione violenta.

 Questa crisi di nervi era stata interpretata dai giudici di secondo grado come un effetto dell’alcol che aveva spinto i due amici, per timore di disturbare il vicinato, a prendere per i polsi la ragazza, dopo aver fatto sesso con lei consenziente, e a trascinarla fuori casa per mandarla via. E quando mai – ha detto la Corte d’Appello prosciogliendo Federico F. (32 anni) e Francesco L. (25 anni) – si è vista una donna violentata che non vuole andar via dal luogo dello stupro?

Ma la Cassazione ha ribaltato il punto di vista affermando che: “in base ai canoni della comune esperienza non rientra nella normalità degli accadimenti che una persona, dopo rapporti sessuali consenzienti, abbia senza una specifica ragione un attacco isterico”. Adesso il processo si riaprirà e i giudici dovranno motivare diversamente l’assoluzione o convincersi che la ragazza ha avuto quella crisi perchè è stata violentata, per di più da amici che hanno tradito la sua fiducia.

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