Ddl Corruzione, il Governo chiede fiducia al Senato

ROMA (Reuters) – Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha chiesto stamani di fronte all’aula del Senato la fiducia su un maxi emendamento interamente sostitutivo del ddl corruzione.

La richiesta, autorizzata dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana, ha come obiettivo quello di accelerare i tempi di approvazione di un testo ritenuto vitale dal governo, tra l’altro, per rendere più attrattiva l’Italia agli occhi degli investitori esteri.

Alla discussione in aula è presente anche il premier Mario Monti.

Il disegno di legge nel suo complesso ha l’ambizioso obiettivo di contrastare la corruzione in Italia riscrivendo alcuni reati e innalzando le relative pene e contiene una delega al governo per attuare il principio che nessuna persona condannata in via definitiva per corruzione possa correre in elezioni politiche ed amministrative.

Secondo il sindacato dei magistrati e diversi politici del centrosinistra il ddl non è abbastanza deciso nel contrasto alla corruzione, perché non innalza la prescrizione dei reati e non interviene sul reato di falso in bilancio.

Difendendo il suo provvedimento, Severino ha detto oggi in Senato che inserire “reati satellite” della corruzione in questo ddl ne avrebbe determinato la paralisi.

L’ultimo nodo del disegno di legge, la norma sui magistrati “fuori ruolo”, è stato sciolto con un compromesso raggiunto nella tarda serata di ieri tra governo e maggioranza, che apre la strada al voto di fiducia in Senato.

Ma per l’approvazione definitiva del ddl si dovrà aspettare un nuovo voto dal parte della Camera.

(Roberto Landucci) – Reuters


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