Corte europea, istruzioni per gli Avvocati

cortegiustiziaueAlla Corte europea dei diritti dell’uomo vince l’avvocato concreto, che redige un parere puntuale e rende esplicite le conseguenze che si vogliono ottenere dalla pronuncia della Cedu.
Sono alcuni dei consigli per gli avvocati europei contenuti nella guida La corte europea dei diritti dell’uomo – Domande e risposte per avvocati, pubblicata dal Consiglio degli ordini forensi d’Europa (Ccbe), al quale partecipa il Consiglio nazionale forense (la versione italiana è disponibile sul sito istituzionale del Cnf). Si tratta di un vademecum per avvocati, ma rivolto all’interesse dei cittadini europei, per ottenere tutela in caso di effettive violazioni dei loro diritti fondamentali.

La guida, nel dettaglio, è divisa in tre capitoli: procedimento nazionale prima di presentare un caso alla Cedu; procedimento dinanzi alla Cedu; contenuto ed esecuzione delle sentenze Cedu.

Molo utile, secondo il vademecum, è citare la precedente giurisprudenza della Corte, indicando le sentenze con i riferimenti puntuali. Il nuovo formulario per il ricorso, pubblicato sul sito della Cedu e che contiene criteri più stringenti, deve essere compilato con grande accortezza e bisogna accertarsi sui termini processuali della Corte. La guida chiarisce inoltre quando si può presentare una domanda di equa soddisfazione; quando e con quali modalità chiedere misure cautelari; tempi e condizioni per accedere al patrocinio gratuito.
Molta attenzione è posta anche alla fase dell’esecuzione nello stato membro della sentenza Cedu, fase nella quale il ruolo dell’avvocato è altrettanto importante.
Oggi e domani, infine, Verona ospiterà la Sessione plenaria del Ccbe, attualmente presieduto da Aldo Bulgarelli, già consigliere del Cnf. Nel corso dei lavori, ai quali parteciperanno i rappresentanti delle 28 avvocature europee, interverranno, oltre Vermiglio, il presidente del Cnf Guido Alpa, l’europarlamentare Luigi Berlinguer e Daniela Intravaia, direttrice dei servizi informativi del ministero della giustizia.
«La formazione continua degli avvocati sul tema della tutela sostanziale dei diritti umani è fondamentale sia per la conoscenza delle Convenzioni internazionali che sotto il profilo dell’aggiornamento sulla giurisprudenza», ha commentato Alpa.

Fonte: Articolo di Gabriele Ventura per Italia Oggi


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